Tg sexy: le speaker saranno nude

7 02 2008

Prima ho sorriso incredula, poi l’espressione del mio volto è diventata una smorfia di disapprovazione. Il livello di volgarità cresce ogni giorno di più e Naked News ne è la prova.

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Vogliamo informare la gente in modo non noioso“, spiega Marco Ottolini, amministratore delegato di Small Formats che importerà il Tg in Italia “il programma che non ha niente da nascondere“, ma che a mio parere non piacerà a chi è abituato a dire la sua sui format tv.
Mi chiedo come si possa apprezzare un programma del genere! Il successo di questo format non dipende sicuramente dallo spessore delle notizie, nè dalla preparazione delle ragazze, si fa leva solo ed esclusivamente sulla “fame di sesso” che hanno la maggior parte degli uomini (disposti a pagare a Sky 10 euro al mese per vedere un paio di tette e un culetto…per tenersi aggiornati sulle notizie del Tg). Ma questo non mi sconvolge…si sa che negli ometti, la vista è uno dei sensi più sviluppati! 😉
La cosa che mi sorprende è che ci siano tante ragazze pronte ad essere le protagoniste di questo show senza senso, ragazze che si vanteranno di lavorare in televisione (ma a che prezzo?), ragazze che crederanno di poter aggiungere sul proprio curriculum: “esperienza come giornalista in tv”. Che tristezza!
Spero che tra queste non ci sia nessuna vera giornalista, altrimenti sarebbe grave. Una cosa è giocare, un’altra è credere di poter far carriera mostrandosi come mamma le ha fatte. Io non acceterei.
Se ho studiato, se ho fatto sacrifici e se ho voglia davvero di diventare giornalista o di lavorare (seriamente) nel piccolo schermo, perchè dovrei ridurmi ad essere solo l’oggetto del desiderio di chi mi guarda e non ha interesse per ciò che dico?





Porno-Studenti per pagarsi l’Università

9 01 2008

La notizia non mi sconvolge, sapevo che prima o poi sarebbe dovuto venir fuori: impossibile far finta che questo non stia accadendo (e anche da un bel pò di tempo!).
Ricordo l’anno scorso una conversazione con un mio caro amico. Un giorno arriva tutto soddisfatto e mi dice: “Finalmente ho trovato il modo per fare un pò di soldi, senza faticare tanto, ma facendo quello che ogni uomo desidererebbe!“. La battuta mi è venuta spontanea e scherzando gli ho detto: “Cominci a fare il prostituto?” convinta di essere fuori strada e invece… Il nuovo signor Gigolò mi ha dato tutti i dettagli della sua nuova attività: prezzi, modalità, limiti (accetta solo donne con meno di sessant’anni e qualora volesse è anche libero di rifiutare certe richieste, ma… è un uomo e dubito che possa dire di no se una donna lo vuole!).

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A un anno dall’inchiesta sulle porno studentesse, una nuova indagine di Studenti Magazine torna a scandagliare il mondo della prostituzione nelle università, scoprendo che quanto vale per le studentesse vale anche per i colleghi di sesso maschile. Sarebbe infatti firmato da universitari 1 annuncio su 4 di quelli che si trovano sui siti di “incontri privati”, nei quali in sostanza si offrono prestazioni sessuali in cambio di denaro. Varie le tariffe: dai 50€ per le prestazioni omosessuali ai 150€ per i gigolò etero e (udite udite) per farsi “accompagnare” per un intero weekend da uno studente atletico e colto si possono sborsare anche 1.000€ per la gioia delle signore benestanti che possono permettersi di soddisfare i loro capricci!
Sarebbe interessante analizzare l’aspetto psicologico di questa situazione ed intrigante potrebbe essere leggere questo.
Insomma, non ci sono solo le streap-blogger, ma anche i gigolò in doppiopetto (mi sembra giusto che si rispetti una sorta di par condicio!) 😉

NB: Tutto questo per una buona causa: garantirsi una laurea e sperare in un futuro lavorativo soddisfacente.





Notte di sesso in cambio di un lavoro

7 12 2007

Serena, 32 anni di Roma, come molti di noi è una precaria a vita. Lavora a singhiozzo e non sempre può contare su uno stipendio, così stanca e disperata per l’ennesimo contratto a termine, nel settembre del 2006 ha aperto il blog di una trentenne disperata e il suo primo scottante post ha ricevuto più di 3300 commenti.
La sua è stata un’affermazione forse un pò forte, che sinceramente non credo avrebbe mai portato a compimento (insomma, non ne valeva pena!), però si merita i miei complimenti più sentiti per l’ottima provocazione. Siamo precari e siamo tanti, ma soprattutto non riusciamo ad uscire da questo vortice che ci risucchia. Nessuno ci dà la giusta visibilità e chi parla della precarietà lo fa solo perchè diretto interessato e questo non è giusto…il problema non è di tutta la società?! E pensare che c’è anche chi si permette di dire che la precarietà non esiste!

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Serena della sua esperienza di vita e di blogger ne ha scritto un libro, dal titolo: “Mi vendo”, una storia che potrebbe essere simile per molte di noi.

Brava Serena, io sono con te! 😉





La Dervaux promette e la collaboratrice esegue

25 05 2007

In questi giorni, chi non ha sentito parlare degli scottanti servizietti garantiti dalla sexy candidata belga Tania Dervaux?! Ormai quasi tutti la conoscono e non fanno altro che chiedersi quanto possa essere attendibile la promessa dei 40mila blowjob a chi la voterà. Si è creato subito un grande scompiglio e si sa…gli scandali corrono molto veloci: tutti ne parlano (e non solo in Belgio!), i giornalisti compongono articoli, i religiosi pregano per lei e i blogger si divertono a scrivere piccanti post sui loro blog. (Chi più chi meno, tutti hanno espresso il loro parere, ne sono un esempio:Il Comunicatore, PinkBlog, Scemo chi blogga, Trendelemburg, Officina dei comici, Siamo stufi! )
Anch’io mi sono lasciata trascinare da questo vortice, (tanto per non essere da meno!), ma ho deciso di farlo a modo mio: parlando del lato oscuro della faccenda, insomma quello a cui nessuno pensa o fa finta di non pensare!
La bella Tania, qualche giorno fa, si è sdebitata inviando a tutti i promessi votanti un video “esplicativo”, che naturalmente è finito su YouTube, un filmato di circa 6 minuti dove la sua collaboratrice giapponese simula una fellatio.
La domanda mi sorge spontanea: la Dervaux ha fatto la splendida attirando l’attenzione di tutti con promesse eclatanti…perchè ora il lavoro “sporco” lo fa fare alla sua assistente? (Ha voluto la bicicletta, ma non ha il coraggio di pedalare?)

Siamo al solito discorso: chi ci rimette sono sempre le assistenti/collaboratrici/stagiste costrette a “lavori extra” nella speranza di salire i gradini della famosa scala del successo (ma siamo sicuri che questo realmente arriverà?). E pensate a quelle ingenue signorine che non devono solo simulare davanti ad una telecamera, ma sono costrette a spingersi ben oltre…lasciarsi andare a calorose effusioni tra le braccia, o sotto la scrivania, di qualche alto dirigente, convinte che quell’extra le farà diventare qualcuno già dal giorno dopo.
Ma si può credere ancora a queste false speranze? 😦 Io non accetterei di scendere a compromessi. Meglio essere alla disperata ricerca di un lavoro, ma con tanto di dignità, piuttosto che raggiungere un’elevata posizione professionale solo grazie al “lavoro” delle mie mani, della mia bocca o del mio corpo e per di più con qualcuno che forse non è neanche il mio uomo ideale.
Possibile che le giovani ragazze, carine ma anche competenti, abbiano così poche possibilità di fare strada senza “l’appoggio” di qualcuno che conta o senza il sostegno di questi lavori “extra”?

Fino all’ultimo momento sono stata indecisa se aggiungere o meno il video hard in questione, (“involgarisce il mio blog?” mi chiedevo), però dopo averlo visto non ho avuto dubbi. Secondo me, non è così hot, anzi…io vedo solo una giovane giapponesina alle prese con un immaginario salsicciotto, che si sforza di essere seducente e che non mi sembra poi così brava! Questo filmato dovrebbe scatenare le torride fantasie di chi guarda? Niente veridicità, niente passione…manca il travolgente coinvolgimento che solo una reale attrazione fisica può scatenare!





Cosa abbiamo in comune con Monica?

14 05 2007

Riflettevo sul mio ruolo di stagista e sulle fantasie che spesso, alla sola pronuncia di questa parola, scaturiscono immediatamente nella mente di parecchi uomini (non dico di tutti, ma secondo me la percentuale è moooolto alta!) 🙂
C’è sempre stato un alone di ambiguità intorno a questa figura professionale, ma da qualche anno è notevolmente peggiorata la situazione, chissà per quale misterioso motivo?!
Quando una ragazza si presenta, dicendo che fa la stagista, nella testa delle persone si forma subito una piccola nuovoletta bianca (come quella dei fumetti) e dentro appare l’angelico viso di Monica Lewinsky intenta a fare il suo “lavoro”! Ovviamente questa apparizione cambia forma, se l’interlocutore è una donna: quel viso angelico diventa quello di un’arrivista incapace, di una poco di buono disposta a tutto pur di fare strada.
Infatti, se una stagista entra in azienda, gli uomini in genere sono euforici, non vedono l’ora di fare i “galletti” per conquistare la giovane signorina, per aiutarla nel difficile compito di integrarsi bene, per spiegarle meglio le tecniche vincenti per ottenere risultati (e non sanno che se la stagista è seria e preparata, l’unico risultato che otterranno sarà un bel 2 di picche servito su un piatto d’argento!). 😉 Mentre con le donne, la situazione è assai più complicata: anche se non la conoscono già la odiano, basta loro sapere che si tratta di una stagista e il gioco è fatto: la etichetteranno subito come “rovina-famiglie”, o come “una facile”, e si daranno da fare per trovare il modo di mantenere alta l’attenzione dei loro uomini/colleghi/capi. A volte, non importa se si è una brava ragazza, intelligente ed istruita…quando si è stagiste, si è di una categoria a parte! 😦

Forse ho pochino esagerato, ma non credo che la realtà sia molto lontana da come l’ho descritta io e poi sono convinta che difficilmente troverei qualcuno disposto ad affermare il mio esatto contrario, anzi…già immagino il sorrisetto sotto i baffi di tutti voi! 🙂

Voglio darvi anche un’ulteriore piccola conferma: date un’occhiata a questo video, non è in italiano, ma rende bene il concetto!