Ci risiamo…

12 11 2008

telefono

…eh sì, grazie al solito mistero su chi fornisce il mio numero, ho ricevuto di nuovo una miracolosa offerta di lavoro. Devo essere proprio una ragazza fortunata, perchè non bastava aver avuto già un’occasione, serviva anche quest’altra opportunità per concretizzare il mio futuro?!

Avevo letto di uno stop a questo tipo di telefonate, ma a quanto pare c’è un nulla di fatto, visto che il telefono di casa mia continua a squillare almeno due o tre volte al giorno per il solito fastidiosissimo telemarketing ed inoltre è già la seconda volta che certe aziende (occhio a questa e simili) vorrebbero “accalappiarmi” come centralinista o come venditrice porta a porta. (Giustamente loro pensano che mi sto specializzando in Comunicazione d’Impresa perchè il mio obiettivo primario è andare in giro a vendere materassi, aspirapolveri o chissà quale altra diavoleria!!!)

Io penso che se qualcuno vuole entrare in casa mia debba chiedere il permesso, no? Insomma, smettiamola con queste chiamate insistenti: capisco che è un lavoro, ma se la risposta è NO, inutile continuare nella vana speranza di convincere il poveretto che sta dall’altra parte della cornetta. Tempo ed energie sprecate per tutti e due.

E poi, telemarketing a parte, mi chiedo con quale coraggio queste aziende e i loro dipendenti cercano di far soldi illudendo la gente e facendo leva sulla disperazione di persone disoccupate o precarie, che avrebbero realmente bisogno di un lavoro serio ed onesto. Davvero no comment!

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Che Banca!

17 06 2008

Leggendo il titolo chissà quale post figo vi aspettate e invece…vi segnalo solo un’altra job opportunity, che però a qualcuno di voi interesserà.

Su iniziativa di Mediobanca, il salotto buono della nostra finanza, si stanno moltiplicando gli sportelli che alzano l’insegna Che Banca!
In pochi mesi, grazie anche ad una promozione accattivante, il nuovo istituto ha già conquistato importanti posizioni e con l’apertura di altre sedi sono già in calendario nuove selezioni: i settori interessati sono l’amministrativo, il commerciale e il marketing. Per chi volesse candidarsi, c’è la sezione lavora con noi.

Su questa sezione però ho un piccolo appunto da fare: cercano personale e non creano neanche un form online per inviare il proprio CV. Si può spedire, infatti, solo una mail…mmm…o non hanno tanto fiducia in loro stessi, per cui sono convinti che i candidati saranno molto pochi, oppure è il solito modo per far credere che daranno opportunità di lavoro a chiunque…insomma quale probabilità c’è che leggano, analizzino e soprattutto rispondano a tutte le mail che arriveranno a quell’indirizzo di posta elettronica? (Ok se sono solo tre o quattro è facile, ma con i tempi che corrono…chi non tenta la fortuna inviando il Curriculum?!).

Ps: Almeno a MedioBanca hanno le idee più chiare su chi cercano.





Bella consolazione dopo tanti anni di studio

12 05 2008

Leggo questo e penso: “Hanno impiegato tanto tempo per arrivare ad una conclusione così evidente…non facevano prima a leggere il mio post dell’anno scorso“?!

E’ triste ammetterlo, ma osservando la realtà italiana, sono sempre più convinta che la laurea non paga. Si dedicano tanti anni allo studio, all’università, alla formazione e alla fine ci si rendi conto che quel maledetto pezzo di carta non cambierà la vita. Tante nozioni, tanta cultura, decine e decini di libri studiati, ma anche parecchi euro spesi nella speranza che fosse un buon investimento e il risultato è abbastanza deludente. Forse hanno ragione alcuni amici (non laureati ma già lavoratori) che mi ripetono spesso: “Ma chi te lo fa fare di studiare così tanto!”.


Fonte

Un’indagine dice che i figli faranno lo stesso lavoro dei genitori, però non mi sembra una bella notizia per tutti: certo il figlio di un bravo avvocato o di un noto imprenditore farà i salti di gioia (dopo la laurea ha la strada spianata), ma come la mettiamo con il figlio laureato di un semplice operaio?

Ps: la situazione per i laureati italiani è complicata, ma non oso immaginare quella di chi va con lentezza! 😉





E’ il 1° maggio anche per gli stagisti

1 05 2008

Oggi non è solo la Festa loro…io la proclamo anche la festa di noi stagisti, siete d’accordo? 😉

Io non sarò qui, mi concendo una bella giornata di mare e voi?

Buon primo maggio a tutti!





La community degli stagisti

25 04 2008

Navigando, navigando ho scoperto una cosina niente male: una nuova piattaforma dove cercare informazioni utili per aumentare le possibilita’ di trasformare uno stage in un lavoro (mah…la speranza è sempre l’ultima a morire!). Stage Advisor è una sorta di community di stagisti. Ognuno può raccontare le proprie esperienze, dare dei suggerimenti in merito alla professione-stager o semplicemente cercare news e idee per fare una scelta importante.

Io mi sono iscritta…tranquilli non perchè sono in cerca di un altro stage (sono staka, ma non esageriamo!), penso solo che sia un buon modo per condividere esperienze e per raccogliere news su alcune aziende di nostro interesse. L’unico particolare è che, come al solito, le offerte e le occasioni migliori arrivano dal Nord. Mi chiedo se sono loro ad essere avanti o se siamo noi a rimanere indietro?!

Ps: Vi auguro un buon 25 Aprile e faccio i miei migliori auguri di Buon Compleanno a Slow Motion (almeno sarà contento!)





Toh…Mediaset li cerca proprio ora!

11 04 2008

Come ogni settimana, ecco il mio post sulle offerte di lavoro per tutti quelli che ne sono alla ricerca. Questa volta, però, oltre al link dell’annuncio in questione e del form per inserire il CV, non posso esimermi dall’aggiungere qualche piccola considerazione personale.
Quando ho letto: Mediaset cerca 50 laureati, ho pensato 2 cose:

  • La prima è che, nonostante io parta dal presupposto che lavorare in codesta azienda rappresenti una gran bella occasione da cogliere al volo (almeno per me), sono convinta che non ci sia una reale possibilità per tutti i comuni mortali (servono le giuste “conoscenze“, no?).
  • La seconda è: “Toh…Mediaset li cerca proprio ora che siamo in periodo di elezioni, sarà una coicidenza“.




  • Anche oltre i 40!

    31 03 2008

    Questo blog è nato con l’idea di mettere in risalto le difficoltà che, noi giovani, dobbiamo affrontare per entrare nel mondo del lavoro, ma a questo punto credo sia giusto dare un pò di spazio anche ad un altro dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese e che forse troppo spesso viene ignorato: la disoccupazione di chi ha superato i 40 anni di età.

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    ATDAL è un’associazione che si adopera a vari livelli, per trovare soluzioni agli urgenti bisogni dei lavoratori disoccupati, per sollevare il problema e difendere gli interessi di chi oggi perde o rischia di perdere il posto di lavoro a 40-50 anni, senza possibilità di trovare un’altra occupazione, senza contributi sufficienti per la pensione e aggiungerei…con la disperazione nel cuore sapendo di dover mandare avanti una famiglia con queste condizioni.

    Si tratta del problema, figlio della piaga della precarietà, causato da una sistematica e diffusa discriminazione messa in atto dalla consuetudine di apporre un limite di età nelle offerte di lavoro, applicando così un freddo ed inesorabile filtro discriminante. Senza considerare l’esistenza di una legge che vieta la discriminazione per età (D.L. 9 luglio 2003 n. 216).
    Pur comprendendo la necessità degli imprenditori a cercare ogni mezzo per ridurre i costi del lavoro (un over 40 costa più di un giovane), resta il fatto che chi non trova più lavoro e non ha ancora diritto alla pensione, si vede negato uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro. E non servono certo i tanti corsi di riqualificazione per risolvere il problema, perchè sino a quando sarà sconveniente assumere un “anziano”, qualsiasi sia il lavoro svolto o la professionalità acquisita, il problema non potrà certo vedere soluzione (senza contare l’annientamento psicologico di chi vede azzerate tutte le esperienze lavorative e la professionalità acquisita negli anni e che induce molti a seguire le orme dell’ottava vittima della Thyssen).

    Questa situazione si aggrava ogni giorno che passa: mentre noi giovani cerchiamo di farci strada e di adeguarci forzatamente alle richieste di questo strano mercato del lavoro, gli over 40 tremano al pensiero di perdere il posto per sempre e gridano: “Siamo ancora vivi! Per favore, non seppelliteci!”.

    Basta, direi che non si può più andare avanti così, l’Italia deve cambiare e deve farlo in fretta!