Qualche vecchio articolo per capire

13 05 2008

La situazione è decisamente peggiorata, ma già qualche anno fa era ben chiaro in che direzione stava andando la “categoria stagisti“.
In Francia i giovani si sono ribellati, perchè le condizioni a cui deve sottostare chi cerca di entrare nel mondo del lavoro sono davvero dure e spesso anche umilianti.
In rete si parla molto di questo tema, sono stati aperti parecchi blog, forum, chat, community dedicati agli stagisti. L’argomento sembra banale, ma scalda sempre di più gli animi di noi giovani insoddisfatti, delusi e…anche un tantino incazzati. Dovremmo mettere le basi per il nostro futuro (e anche per il futuro dell’Italia) e invece a trent’anni saltiamo ancora da uno stage all’altro, senza nessuno stipendio reale e soddisfacente, senza nessuna sicurezza…proprio un futuro roseo, non c’è che dire!!!

Sembra che Milano sia la capitale degli stagisti, ma anche Roma e tante altre città d’Italia secondo me non sono da meno. Ora abbiamo pure un sito per condividere esperienze (di cui già vi avevo parlato), ma dobbiamo prima superare i residui di quella fatidica accusa. Inoltre, grazie ad Eleonora  leggo qualcosa che non mi mette certo di buon umore, visti i miei obiettivi professionali.

Attezione poi quando la parola stagista è scritta tanto per fare scene e attirare l’attenzione!


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2 responses

13 05 2008
Francesco

Ciao!
Well, che dire, è tutto molto vero quanto desolante.
E sempre della serie: famose male, ti linko un blog molto interessante (che forse già conosci) e cioè http://www.30elodesenzastudiare.splinder.com , e poi un post specificio (di qualche giorno fa) dallo stesso blog – click HERE
Byez…Francesco

13 05 2008
Anja

ciao, sono arrivata qua dal link del post del mio vecchio blog. Come un po’ cercavo di far capire la’ a me da’ un fastidio enorme vedere come in italia si usi la parola stage in termine dispregiativo o stupidamente allusivo (tutti abbiamo in mente la lewinski), quando in realta’ appunto il mondo e’ pieno di persone che hanno contratti a termine a ripetizione e altissima dignita’ professionale. Poi appunto in Italia invece pare ancora che il lavoro temporary sia ancora quello di serie b e basta, e questo e’ indegno.

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