Bella consolazione dopo tanti anni di studio

12 05 2008

Leggo questo e penso: “Hanno impiegato tanto tempo per arrivare ad una conclusione così evidente…non facevano prima a leggere il mio post dell’anno scorso“?!

E’ triste ammetterlo, ma osservando la realtà italiana, sono sempre più convinta che la laurea non paga. Si dedicano tanti anni allo studio, all’università, alla formazione e alla fine ci si rendi conto che quel maledetto pezzo di carta non cambierà la vita. Tante nozioni, tanta cultura, decine e decini di libri studiati, ma anche parecchi euro spesi nella speranza che fosse un buon investimento e il risultato è abbastanza deludente. Forse hanno ragione alcuni amici (non laureati ma già lavoratori) che mi ripetono spesso: “Ma chi te lo fa fare di studiare così tanto!”.


Fonte

Un’indagine dice che i figli faranno lo stesso lavoro dei genitori, però non mi sembra una bella notizia per tutti: certo il figlio di un bravo avvocato o di un noto imprenditore farà i salti di gioia (dopo la laurea ha la strada spianata), ma come la mettiamo con il figlio laureato di un semplice operaio?

Ps: la situazione per i laureati italiani è complicata, ma non oso immaginare quella di chi va con lentezza! 😉

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8 responses

12 05 2008
Federica87

Ciao! Bè il mio ragazzo già lavora da quasi 8 anni dopo il diploma però è comunque a casa coi suoi, perchè lo stipendio non gli permette di andarsene. Non so tanto se il problema è la laurea o meno. Credo sia innanzitutto il sistema di far carriera e lavorativo che va cambiato. Forse anche un po’ più di meritocrazia non farebbe male.

12 05 2008
scatafascio

Questa è l’era della laurea equiparabile ad un discreto pezzo di carta igienica con cui fare le cose più disparate meno che lavorare. I fattori sono tanti: tra questi spicca un’università incapace di prepararti al lavoro, capace solo di inculcarti capitoli infiniti di teoria e basta. Esempio: un economista esce dall’università e quando lavorerà (chissà quando) dovrà ricominciare da sotto-zero, così come un ingegnere edile dovrà affiancarsi ad un costruttore sul settore per anni per apprendere come si costruisce veramente… Così come dicevi bene te ti ritrovi con anni e anni di studio profittevole sul groppone ma che poi quando vai a lavorare non vale un cazzo.
Triste davvero.

12 05 2008
prime

Staka: la laurea serve, ma solo se la sai far fruttare – non stiamo parlando di te ma in generale.

Bisogna sempre, dal 3° anno in poi, studiare e lavorare, anche se non si necessita di soldi: da li si costruisce la base per il lavoro futuro.

🙂

Un abbraccio

13 05 2008
flessibilieprecari

Non bisogna essere sempre negativi, sarebbe sempre meglio analizzare come ci si pone rispetto al mondo del lavoro.

Laurearsi paga sempre, se alla laurea di abbina un sano lavoro che fa esperienza, e una buona e costante attività di PR volta alla ricerca di quel che fa per noi.

Non professiamo quindi negativismo e/o pessimismo cosmico, ma anzi …

🙂

Un abbraccio

15 05 2008
Nicola

Cara Roberta, mi piace che ti sei creata il tuo spazietto qui dove ti sfoghi dei tuoi problemi e qualche volta sollevi delle tematiche molto importanti.
Peccato che questo tuo approccio “armiamoci e combattiamo ” perche’ gli altri sono cattivi e noi siamo buoni e sfruttati è una balla e chi non lo percepisce è una persona miope e proprio per questo motivo si trova in una situazione di insoddisfazione lavorativa e personale.
-Non mi laureo per lavorare ma mi laureo per acquisire alcune competenze.
-Se prendo 30 e lode NON significa che saro’ bravo a lavorare, significa che ho ripetuto precisamente ciò che il docente richiedeva.

E finiamola con la storia della meritocrazia…..
Chi mettiamo ?
– Il 30 e lode che non si è mai interessato al mondo REALE delle imprese perché prima dello stage a tempo indeterminato era fuori dall’azienda armato di megafono a rompere le palle ?
– Mettiamo una ragazza che non ha nulla da fare e chiama un’azienda di distributori automatici gridando A ladro! A ladro! senza motivo e chiedendo il rimborso di 1,40euro. E che per non finire si lamenta ulteriormente xke l’azienda vuole rimborsala (un 10/10 al CRM Management tra l’altro).

Perchè tu ragazzo (in generale) colleghi il tuo titolo di studio al tuo lavoro ?

Se sei uno dei tanti SFIGATI DEL LAVORO è perché non cacci fuori quelle che un tempo chiamavano PALLE. Non scarichiamo le colpe che poi ci danno dei bamboccioni e hanno ragione.
In azienda avere degli incompetenti pesa perché non sanno fare nulla, e un tempo pagavano per imparare adesso invece li devi anche pagare te … MA DAI!!!

Se lavoriamo a ore come le prostitute allora la prostituta migliore prende il prezzo piu alto ma se lo deve guadagnare!!!

P.S: scrive un ragazzo di 21 anni che alle spalle non ha imprenditori o avvocati e che lavora da quando aveva 16 anni senza aver mai chiesto nulla a nessuno e senza aver mai offeso nessuna azienda che potrebbe aver sottopagato la mia prestazione lavorativa.

17 05 2008
Stakastagista

@Nicola: Il mio non è assolutamente un approccio “armiamoci e combattiamo“, non ho mai detto che noi siamo buoni e gli altri cattivi. Cerco di essere realista e di vedere il mondo del lavoro per quello che è: un mondo dove non tutti hanno le stesse possibilità, un mondo dove la laurea non ti aiuta ma ti fa essere bamboccione, un mondo dove da una parte ci sono i ricconi incompetenti che fanno strada e dall’altra i talenti squattrinati che arrancano e pure inutilmente.
Non voglio puntare il dito contro il tuo sfogo, capisco il tuo rancore da 21enne lavoratore, ma è evidente che determinate situazione non riesci a percepirle fino in fondo. Sei contrario alla meritocrazia semplicemente perchè non hai altra possibilità: insomma se lavori da quando hai 16 anni avrai imparato un mestiere e sicuramente lo saprai fare bene, ma dopo questo c’è un punto.
Non fraintendere, non voglio fare la presuntuosa, ma sono convinta che faresti le mie stesse considerazioni se dopo aver studiato tanti anni ti rendessi conti che tu laureato guadagni zero (e non puoi permetterti quasi nulla) mentre qualcuno che sa e sa fare meno di te ha un lavoro, ma soprattutto uno stipendio! 😦

Ps: Ma davvero credevi che mi avrebbero rimborsato? Forse faresti bene ad aprire gli occhi per evitare che la gente ti prenda in giro ed approfitti della tua ingenuità! Fidati.

17 05 2008
Muzly

Credo che lo sfogo di Nicola sia inappropriato.
Il blog, questo blog, secodo me non ha l’intenzione di puntare il dito contro qualcuno ma di evidenziare tematiche più o meno importanti sul mercato, mondo del lavoro.

Un pò di storia di vita??? d’accordo:
Anche io ho lavorato da quando ero minorenne, ero inserito nel mondo della ristorazione, (anzi tutt’ora, quando capita lo faccio per raccimolare un po di dindi) ma alla fine mi sono osservato in torno e mi sono domandato cosa voglio fare per la vita?
– non questo OK soluzioni semplici??? NO
Mi sono rimboccato le maniche e mi sono messo a studiare e lavorare prima e dopo solo a studiare.
Tra poco prenderò la laurea, e dopo tanti impegni, stress d’esame e pensieri E SOLDI l’idea di non avere un buon posto, un posto che io definisco “dignitoso” mi fa girare un po il sedere.
E nota bene “dignitoso” non vuol dire top manger in qualche famosissima multinazionale…
Ma un lavoro che ti permetta di vivivere la vita che purtroppo al giorno d’oggi la si affronta anche e sopratutto grazie alla pecugna, il soldo, il baiocco o come lo volete chiamare!!
Quindi il mio sforzo attuale, per un domani sereno.
Ma se questo non avviene??? e se mi impegno e non vengono riconosciute le mie COMPETENZE??? cosa facciamo?
e se non voglio fare il cammeriere tutta la vita???
Ci si deve rassegnare?
NO perche rasssegnadosi si è miopi…
Quindi caro Nicola mi trovi in disaccordo su quanto tu hai scritto, anche nei confronti di questo blog e della persone che lo gestisce.
essere miopi, come dici tu è non domandarsi, non interrogarsi, dire che va sempre tutto bene!!

Per il fatto dell 1.40… Staka ha dato un esempio di vita…. oggi è il distributore… domani è il datore di lavoro, il sindacato, lo stato che ti spulcia soldi….. quindi okkio anche al SOLO (?) euro & quaranta!

5 06 2008
I talenti e il recruiting 2.0 « Riflessioni di una StakaStagista

[…] esami ed arrivare alla tanto ambita laurea, ma spesso usciamo dall’università solo con una bella consolazione, la stessa che ci spinge ad essere sempre più pessimisti sul nostro futuro […]

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