Al cinema: il call center dei precari

28 03 2008

Tutta la vita davanti

Tutta la vita davanti è una commedia grottesca, a tratti surreale, che racconta il difficile inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: le loro ansie, le piccole aspirazioni, i problemi quotidiani, la speranza di un futuro migliore. Il tutto condito con la straordinaria ironia di un autore capace di trasformare un tema di attualità in una grande vicenda universale. Dall’intervista, da alcune foto della gallery, ma soprattutto dal cast d’eccezione credo proprio che sarà un successo.

Non ho mai lavorato in un call center, ma sono davvero curiosa di andare a vedere questo film (assolutamente attuale). Speriamo solo di riuscirci e di non fare come tutte le altre volte, quando puntualmente scopro che il film che voglio vedere non lo proiettano più in nessuna sala.😦 Come avrete capito non sono un’assidua frequentatrice di cinema, ma questa volta m’impegnerò…in fondo il film esce stasera.


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9 responses

28 03 2008
http500

Il cast pare buono, il regista è bravo. Credo meriti la visione.

28 03 2008
prime

staka non ci perdere troppo tempo, ti consigliamo “onora il padre e la madre”, un film decisamente + reale di questo spot politico di virzi.
Se vuoi capire di call center, basta che parli con tanti ragazzi che ci lavorano, se ti serve ti forniamo tanti nomi …
🙂

Un abbraccio

28 03 2008
Stakastagista

@http500: Si anch’io credo meriti.

@prime: Non voglio scoprire qualcosa in più sul mondo dei call center, anch’io conosco persone che ci lavorano e non avrei problemi a fare domande, ma il mio obiettivo non è questo. Sono solo curiosa di vedere un film che affronta un argomento di attualità come le grandi difficoltà che vivono tutti i giorni i precari…e non solo quelli che lavorano nei call center! Se riesco magari andrò anche a vedere il film che mi consigli, almeno potrò anche fare un confronto cinematografico!😉

28 03 2008
prime

Ah per il confronto cinematografico vai sul sicuro nella scelta del miglior film …

Per Virzì, è stato effettivamente comico e divertente vedere le facce dei giornalisti – presenti all’anteprima del film – mentre uscivano dalla sala … se dai uno sguardo a Il Messaggero di ieri o merc. – controlla bene tu – ti rendi anche conto del perchè …
😉

Un saluto

30 03 2008
Raffa

Ho visto “Tutta la vita davanti” e, sinceramente, ci sono delle cosine che inguaiano tutto il film. Non mi è piaciuta l’estremizzazione di alcune situazioni, perchè spesso il precariato non è fatto di bianco e nero, ma di grigiore a go go. Continuo a preferire Ovosodo e Caterina va in città.

31 03 2008
Stakastagista

Vi segnalo anche questo.

31 03 2008
Stefania

Ciao a tutti! Il film di Virzì ancora non l’ho visto, quanto prima cercherò di andarlo a vedere, perchè ho letto il libro di Michela Murgia a cui si ispira e mi incuriosisce sapere com’è stato trasposto cinematograficamente. Tra l’altro, se vi può interessare, tra non molto ci sarà pure uno spettacolo al Teatro Eliseo, mi pare a fine aprile/inizio maggio, che è invece la versione teatrale de “Il mondo deve sapere”.

31 03 2008
Stakastagista

@Stefania: Grazie per il suggerimento e mi raccomando se vai a vedere il film, fammi sapere cosa ne pensi!😉

10 04 2008
Eleonora Voltolina

Io sono andata a vedere “Tutta la vita davanti” ieri sera, e l’ho trovato molto interessante. Per certi versi è un pugno nello stomaco. Comunque è un errore pensare che sia un film che racconta il precariato. In realtà racconta la società italiana di oggi: le sue grettezze, piccolezze, ignoranze.
La protagonista, Marta, risplende di una luce quasi irreale in mezzo alla marmaglia nella quale si muove: e il merito è sopratutto dell’attrice che la impersona, la siciliana Isabella Ragonese, bravissima.
Tutto intorno a lei, il vuoto: dall’ignorante diventato miliardario vendendo un prodotto scadente alla “figlia di” che invece di finire l’università si è fatta piazzare da papà in una casa editrice come nientepopodimeno che direttore editoriale. Fino al giovane scienziato che emigra negli Stati Uniti per non essere costretto a fare il ricercatore per 300 euro al mese: ma che è tirchio ed egoista (e infatti Marta lo molla).
Non si salva nessuno. Si salva solo lei, Marta. Che ancora ci crede.
Consiglio vivamente di andare a vederlo: il viraggio al pulp lo rende immune dal melodrammismo, quindi può essere apprezzato anche dai più cinici.

Eleonora
http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

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