Fuggire dalla Sicilia?

5 03 2008

Finalmente torno tra voi, dopo quattro giorni di assenza (sembrerà strano, ma cominciavo ad avere una crisi d’astinenza! 😉 ) Credevo di esserne immune e invece…anch’io sono caduta vittima dei maledetti problemi di connessione. Comunque, inutile lamentarsi, sono di nuovo online e pronta ad aggiornare il mio blog.
Per prima cosa, voglio ringraziare tutti coloro che mi scrivono raccontandomi la loro esperienza, chiedendomi informazioni o consigli. Mi fa davvero piacere e per quanto possibile cercherò di dare una risposta a tutti. C’è una mail in particolare, di una ragazza siciliana alla quale vorrei rispondere pubblicamente, per lasciare anche a voi la possibilità di darle un consiglio.

sicilia.jpg

Ciao, mi chiamo M. ho letto della misura prevista dalla finanziaria che dovrebbe favorire l’accesso a degli stage retribuiti con 400 € per i giovani laureati del sud ed in effetti la cosa mi interessa essendo una “110 e lode” disoccupata che nella sua città (Trapani) trova offerte di lavoro prevalentemente nei settori dei call center (…)
Mi chiedevo, in breve, a chi posso rivolgermi materialmente per conoscere le aziende disposte a beneficiare di stagisti. Esiste un registro pubblico o la cosa si svolge con chiamata nominativa?
Insomma che fare? Perchè ad oggi, l’unica prospettiva reale mi sembra sia davvero la fuga dalla Sicilia!!!! Grazie, rimango in attesa di notizie.”


Fuga dalla Siclia? Beh sinceramente non credo sia davvero l’unica soluzione possibile. E’ vero che nel Sud ci sono molte più difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro rispetto al resto d’Italia, ma ti posso assicurare che anche al centro o al Nord la situazione non è molto diversa. Siamo tutti laureati in cerca di un’opportunità, con tanta voglia di fare e con altrettanta determinazione nel voler superare gli ostacoli che abbiamo davanti.

Nessuno stage, nessun lavoro è nominativo (come lo definisci tu) e non esiste nessun registo pubblico purtroppo…tutto deve essere scovato e guadagnato con decisione ed intraprendenza, quindi prima di fuggire, secondo me, dovresti fare il possibile per cogliere le opportunità (seppur poche) che la tua città potrebbe offrirti.
Individua imprese, enti, organizzazioni che fanno parte del settore per cui hai studiato e che si trovano nella tua città, poi proponiti inviando il tuo curriculum. Scommetti che qualcosa esce fuori?! 😉 Insomma, datti da fare senza scoraggiarti! E solo dopo aver fatto questi passi senza trovare soluzione, allora potrai cominciare a cercare la tua stada altrove. Ma ricorda che cambiando città, non solo non hai la certezza di trovare un lavoro, ma all’inizio potresti anche avere difficoltà di adattamento.
Certo quello che ti offrono Milano o Roma, probabilmente a Trapani non lo trovi, ma sei sicura che ciò che vuoi realmente sia fuggire dalla tua città in cerca di occasioni? Scusami se mi permetto, ma dal tono della tua mail, direi proprio di no.

In bocca al lupo per il tuo futuro e fammi sapere se ci sono novità nella tua vita lavorativa.

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4 responses

5 03 2008
studentefreelance

Da siciliano emigrato a Roma confermo quano detto da Staka!!!

Prima di abbandonare la nostra magnifica TERRA, cerca bene se lì c’è qualche opportunità…

Qui(roma) le cose non sono tutte rose e fiori come potrebbe sembrare….

Li almeno non soffri lo stress!!!;)

In ogni caso se non c’è qualcosa che possa darti lavoro, cominica a pensare cosa potresti fare tu per il tuo paese, creare qualcosa….

Al giorno d’oggi il lavoro bisogna anche saperselo creare!!!

E’ finito il tempo delle assunzioni di massa, dei lavori a vita…ecc..ec.c…

5 03 2008
prime

@studentefreelance
Parole sante amico nostro.

🙂

5 03 2008
Carletto

Cara M. non so in cosa sei laureata, ma nell’ipotesi di dover lasciare la Sicilia hai pensato ad un’esperienza all’estero? L’Europa offre (per certi profili professionali) molte più opportunità dell’Italia…

Carletto

http://www.ilpiccoloeconomista.com

7 03 2008
Alessandro

Ciao ragazzi,
dico anch’io la mia. Non solo in quanto Siciliano “fuggito”, ma anche, e soprattutto, come laureato deluso.
Non voglio spaventare nessuno ma, qui a Roma, le strade che si aprono di fronte ad un neolaureato (soprattutto in materie umanistiche direi..) sono fondamentalmente due: fare ciò che gli piace senza percepire un euro o fare un lavoro che avrebbe potuto fare anche col diploma, tirando a campare. Nella migliore delle ipotesi uno riesce a fare entrambe le cose, con enormi sacrifici.
Molte aziende approfittano della situazione. Dietro le belle promesse di una possibile assunzione futura e di competenze acquisite c’è spesso una sola certezza: arrivato ad un certo punto, se a te non sta più bene non essere pagato, ne arriverà un altro.

Una regolamentazione del fenomeno sarebbe, a mio parere, doverosa.

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