Gli stage ben pagati

28 02 2008

Voglio dare ad Eleonora, proprio come mi ha chiesto, la possibilità di spiegare meglio il suo intento. Io ribadisco che la sua iniziativa per me è positiva, ma forse un pò da ridimensionare, soprattutto riguardo al rimborso minimo da cui partire.
Ho fatto diversi stage e non mai ricevuto una ricompensa così alta e soprattutto non conosco nessuno che abbia avuto questa fortuna. E non lo dico con cattiveria o con invidia, è semplicemente un dato di fatto. Inoltre, non credo si possa generalizzare, è necessario sempre prendere in considerazione le diverse situazioni, gli orari, i ruoli all’interno dell’azienda, ma anche la struttura dell’azienda stessa e tante altre caratteristiche che riguardano i compiti degli stagisti. A mio parere, non si può dire che uno stage è buono solo quando prevede una ricompensa maggiore di 6oo€…Anche perchè la lista sarebbe veramente molto ridotta e concentrata solo su alcune grandi reltà aziendali che possono permettersi di pagare uno stagista quasi quanto un dipendente.

Io sono la prima a dire che sia fondamentale prevedere una somma per gli stagisti, non è assolutamente giusto farci lavorare gratis (soprattutto nel momento in cui lavoriamo sodo!), ma ogni cosa va vista sotto la lente dell’obiettività e della razionalità. Ci sono persone che non hanno un lavoro, altre che pur avendolo guadagnano davvero un misero stipendio (e non riescono neanche a mandare avanti la propria famiglia) e noi neolaureati PRETENDIAMO un rimborso cospicuo per il nostro stage? Beh mi dispiace, ma non sono d’accordo!
Certo una cifra del genere farebbe piacere a chiunque, ma credo sia meglio rimanere con i piedi per terra. Impariamo a far tesoro delle nostre esperienze, ad accontentarci per ora di somme più modeste con l’obiettivo di migliorare le nostre competenze e di conseguenza in futuro anche le nostre finanze.

Ora diamo un’occhiata a questa famosa lista dei buoni! La prima cosa che mi chiedo è: siamo sicuri che queste segnalazioni siano veritiere? Molte arrivano da fonti anonime o sono riportate da terze persone. Non metto in dubbio la buona fede delle persone, ma sarebbe sicuramente un’indagine più accurata se ci fossero segnalazioni dimostrabili. Magari potremmo chiedere conferma alle aziende citate! Scherzo ovviamente😉 Comunque sono ben disposta a ricredermi e per questo voglio lasciare uno spiraglio, concedere il beneficio del dubbio. E rivolgendomi ai miei lettori chiedo: avete avuto espererienze dirette o conoscete qualcuno che abbia realmente svolto uno stage retribuito con un minimo di 600€?


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26 responses

28 02 2008
Benny

“Impariamo a far tesoro delle nostre esperienze, ad accontentarci per ora di somme più modeste con l’obiettivo di migliorare le nostre competenze e di conseguenza in futuro anche le nostre finanze.”
Accontentarsi a mio parere non vuol dire accettare stage da 500 euro o meno,rimanere con i piedi per terra significa non pretendere percorsi di carriera eccezionali ed immediati ma prima di tutto lavorare con impegnao.
Il compenso dovrebbe essere erogato normalmente a fronte di una prestazione lavorativa o formativa nei confronti di un azienda:a me non interessa se ci sono perosone che si accontentano di essere sottopagate.
Art. 36 comma 1 Cosat: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

28 02 2008
luca

io sto facendo uno stage a circa 600 euro mensili…😉

saluti!

28 02 2008
Eleonora Voltolina

Caro Luca,
perchè non ci dici dove?? Così mettiamo la tua azienda nella lista dei buoni!

Eleonora
http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

28 02 2008
Stakastagista

@Benny: Pienamente d’accordo con te e che ben vengano stage che prevono una tale retribuzione. Quando parlo di accontentarsi non intendo dire accettare di lavorare per la gloria, anzi…Credo semplicemente, però, che non si possa classificare tra i buoni solo uno stage che dà minimo 600€. Io sono una che s’impegna sempre e comunque, ma so anche essere obiettiva e valutare con attezione le proposte che mi arrivano. Tu rifiuteresti a priori uno stage sottopagato (come lo intende Eleonora, con meno di 600€ al mese)?

@Luca: Ottimo e compimenti! Rendi partecipi tutti noi e svelaci almeno il nome dell’azienda. Siamo qui proprio per condividere le nostre esperienze, positive o negative che siano. Dai…attendiamo con ansia!😉

@Eleonora: E’ vero bisogna confrontarsi con l’aumento del costo della vita e quindi per alcuni versi potresti aver ragione a voler partire da 600€ (dato che l’affitto anche solo di una stanza è alle stelle!), ma questo è un discorso che comprende tutti i settori e non solo gli stage, non trovi?

28 02 2008
Eleonora Voltolina

Certo Roberta! La penso esattamente come te: l’aumento del costo della vita ha messo in ginocchio tantissime categorie. Gli stage sono soltanto una delle tante declinazioni del mondo del lavoro contemporaneo.
Ma per dare il giusto rapporto consequenziale tra impegno, lavoro e retribuzione tutti gli stage dovrebbero essere retribuiti con un rimborso spese sufficiente a pagare almeno le spese minime. Altrimenti torniamo al solito discorso più volte affrontato sul mio blog: cioè che ogni stagista presta la sua opera presso un’azienda ma viene pagato per quell’opera non dai suoi datori di lavoro, bensì… dai suoi genitori. Cioè due adulti pagano il proprio figlio (spesso laureato) affinchè faccia uno stage (e porti profitto) a un’azienda. Mi pare francamente inaccettabile. E quindi la soluzione è una sola: che anche gli stage vengano pagati almeno un tot.

28 02 2008
prime

@benny
Non citare articoli a sproposito, come sai gli stagisti non sono lavoratori ma sono persone in un periodo di formazione-lavoro, ed è ben diverso.

@eleonora
Conosci il nostro pensiero, dare 2 soldi per uno stage non risolve quello che vorresti.
🙂

Un abbraccio

29 02 2008
Benny

@Staka
Io non accetto nessun tipo di stage che sia di 200 o di 700 euro:lo stage viene usato come scusa per pagare di meno.
In molti altri paesi europei ai neo assunti viene offerto un periodo di formazione durante il quale vengono insegante le mansioni,questo periodo di “training” viene ricompensato adeguatamente come lavoro.
Per cui siamo noi italiani che abbiamo questa situazione anomala degli stage che vengono usati oramai quasi ovunque.

29 02 2008
Stakastagista

@Eleonora: Anche secondo me gli stage devono assolutamente essere retribuiti, ma per quanto il tuo discorso sull’aiuto dei genitori possa essere giusto, non credo che la soluzione migliore sia PRETENDERE almeno 600€ (per quanto siano necessarie per coprire le spese minime). Ti ripeto, a mio parere siamo tutti nella stessa barca: si lavora tanto, ma alla fine mancano sempre i soldi necessari per vivere dignitosamente. Insomma, se la vedi da questo da questo punto di vista, pensi davvero sia giusto che siano proprio gli stagisti a chiedere per primi una giusta retribuzione? Su questo sono d’accordo con Benny: è l’Italia che zoppica!

@Benny: Già noi italiani siamo i Re delle situazioni anomale. All’estero è tutto molto più semplice e sicuramente anche più soddisfacente per i giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

29 02 2008
Adam Smith

Ma state scherzando! Abbiamo studiato per anni, molti di noi hanno frequentato Master profumatamente pagati e dopo tutto questo ci troviamo in questa situazione:

– senza lavoro, in giro per l’Italia tra un colloquio e l’altro
-da uno stage all’altro con,SE VA BENE, 4 soldi in tasca!

Ma quando recupereremo i soldi che un giovane diplomato ha guadagnato lavorando, mentre noi “ci trastullavamo” nelle aule accademiche?

1 03 2008
prime

@benny
quando cambieranno le competenze medie dei giovani italiani, forse sarà giusto fargli evitare gli stage e portarli subito in azienda. Adesso è raro che questo possa succedere.

@adam smith
Hai sbagliato a “trastullarti” mentre altri erano li a lavorare.
🙂

Un abbraccio

1 03 2008
muzly

ciao
solo due appunti:
1 mia cara amica stage in nokia retributito —- > ora assunta in nokia
sorella in gentilini retribuito—->sta finendo lo stage vedremo cosa le diranno

volevo anche illustrarvi il recruting della Ovviesse (gruppo coin) per gli allievi direttori:
3 coloqui di scrematura, superato l’ultimo si fanno prima 2 mesi di traning a mestre in sede (pagati)
altra selezione
dopo vieni immesso nel circuito della Grande D presso le loro sedi per due anni affiancando un direttore di ruolo (in questa fase si è stipendiati (1200 1500) e con rimborso spesa se vai fuori dalla tua città, praticamente sempre)

Dopo i due anni c’e l’assunzione a tempo indeterminato per i meritevoli.

credo che sia un ottimo compromesso tra formazione e retribuzione
cosa ne pensate voi?

1 03 2008
Stakastagista

@Muzly: Si potrebbe essere un buon compromesso, ma non so quanto il gioco valga la candela! E poi è per allievi direttori, è logico e necessario per l’azienda far seguire un percorso del genere. La cosa meritevole è che prevedono dei rimborsi per ogni tappa! Ps: grazie delle segnalazioni.😉

1 03 2008
Eleonora Voltolina

Caro Muzly
puoi passare sul mio blog (http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/) e dare qualche informazione più precisa sulle esperienze della tua amica e di tua sorella?
Per inserire le aziende nella “lista dei buoni”, ho bisogno di avere qualche dato in più. Per esempio l’esatto ammontare del rimborso-spese, l’eventuale presenza di altri benefit (es. mensa aziendale gratuita, contributo per alloggio etc). Infine, se vuoi, puoi darmi/darci anche altre informazioni preziose per “classificare” lo stage, come per esempio la durata, l’ambito, le mansioni svolte dagli stagisti.
Spero di ricevere presto tue notizie caro Muzly!

1 03 2008
prime

@muzly
E’ un ottimo compromesso quello Oviesse. Il fidanzato di una dei nostri è uno dei “miracolati” passati di cui parli.
🙂

1 03 2008
Carletto

Concordo con Stakastagista, la retribuzione minima per uno stage non è praticabile. Il punto non è tanto quanti soldi ti danno, ma cosa realmente offre quel particolare stage in termini di crescita personale e di opportunità future. L’anomalia italiana è che lo stage è una forma di lavoro precario, mentre dovrebbe essere solo un periodo formativo sul campo che dovrebbe poi portare ad uno sbocco lavorativo stabile.

Dobbiamo essere realisti, l’Italia è un Paese in declino. Come tale c’è una sproporzione tra domanda e offerta nel mondo del lavoro qualificato, ovviamente l’offerta eccede di gran lunga la domanda. Discorso diverso per tutti quei mestieri ritenuti fuori moda: idraulico, elettricista, saldatore, etc. Molte di queste persone guadagnano più di un laureato inquadrato come funzionario (il più alto livello impiegatizio, poi c’è il quadro e poi ancora il dirigente) in un’azienda metalmeccanica.

Carletto

http://www.ilpiccoloeconomista.com

1 03 2008
Eleonora Voltolina

Caro Carletto
personalmente non posso accettare la premessa da cui parti, e cioè che “l’Italia è un Paese in declino”. Se la situazione economica italiana è difficile, bisogna rimboccarsi le maniche e proporre soluzioni per migliorarla. Non certo accettare supinamente il declino come una realtà immodificabile.
A mio avviso, e l’ho detto tante volte sul mio blog, tutto il mercato del lavoro italiano andrebbe riformato. Pietro Ichino l’ha spiegato sul Corriere della Sera qualche settimana fa: il “mercato del lavoro duale”, in cui quelli con il contratto a tempo indeterminato godono di moltissimi privilegi e quelli con i contratti “atipici” invece non ne hanno nessuno, va combattuto a colpi di riforme.
Se le aziende (piccole, medie, grandi) in Italia usano gli stagisti come se fossero lavoratori interinali – ma col vantaggio di poterli pagare zero o semizero – la situazione non va accettata, va cambiata.
Francamente non è più accettabile che i mestieri più umili oggi siano quelli più remunerativi, e i laureati siano i nuovi proletari. Questo in una società avanzata NON HA ALCUN SENSO. Muoviamoci ragazzi, e dato che siamo in campagna elettorale: cerchiamo di sostenere, col nostro voto, chi realmente vuole CAMBIARE le cose.

Eleonora
http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

1 03 2008
Carletto

Cara Eleonora,

lungi da me l’idea di accettare “supinamente” la realtà odierna, che invece combatto ogni giorno con tutti i mezzi leciti. Sono il primo io a dire che il lavoro a tempo indeterminato è troppo protetto, ciò porta ad un calo della produttività aziendale e a salati bassi per tutti, sia per chi non lavora ma anche per chi lavora tanto…

Il mio richiamo al realismo è legato al fatto oggettivo che oggi in Italia ci sono troppi laureati rispetto a quelle che sono le esigenze della nostra economia. Tali esigenze sono basse da un lato per via della scarsa crescita economica ma anche per un eccesso di laureati prodotto negli ultimi anni. Nella sola provincia di Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia, o i francesi non litigano mai e non commettono alcun crimine… oppure c’è qualcosa che non va. Negare ciò significa partire con i paraocchi, non mi sembra una buona idea. Cerchiamo di capire come vanno le cose, denunciamole e proponiamo soluzioni concrete e non demagogiche.

Troverai sempre aperta la mia porta per questo genere di battaglie, anzi propongo di parlarne seriamente. L’unione fa la forza.

Ho appena pubblicato un post per la tua causa sul mio blog. Dai che forse non sono così “supino”….

Carletto

http://www.ilpiccoloeconomista.com

1 03 2008
Muzly

credo che il goco valga la candela.
perche nel peggiore delle ipotesi se dopo i due anni non vengo preso come direttore alle spalle mi sono fatto 2 anni PAGATI BENE e con una formazione moolto più ampia di uno stage da rivendere in altre occasioni.

Il fatto che sia dedicato ad allievi direttori non significa che si parla solo di trentenni o cose del genere, ma anche di ragazzi di 25/26 anni.

Io personalmente trovo questo modo di fare un ottimo modo…(scusate il gioco di parole)

2 03 2008
Eleonora Voltolina

@ Muzly,
ricordati di scrivere qualche informazione precisa sui due stage che hai citato, alla Nokia e alla Gentilini! Altrimenti non potrò inserirle nella “lista dei buoni”!
@ Carletto,
grazie mille!! Al più presto verrò a trovarti sul tuo blog!

2 03 2008
Guido

Ehm… cercherò di tenere a freno la rabbia, ma è difficile sentendo parlare di Oviesse. Oviesse è il posto dove (almeno fino a poco tempo fa) le cassiere stavano IN PIEDI. Lo trovate “democratico”? O forse ho sbagliato reincarnazione, era meglio essere donna nell’età della pietra…😉

3 03 2008
Eleonora Voltolina

Muuuuzlyyyyy…
attendiamo tue notizieeeee…..

7 01 2009
Elisa

Sono arrivata qui da un link, per questo commento con quasi un anno di ritardo.

Trovo francamente sconfortante che si dica:”noi neolaureati PRETENDIAMO un rimborso cospicuo per il nostro stage? Beh mi dispiace, ma non sono d’accordo!” A parte il fatto che non credo che un rimborso di 600 euro sia cospicuo. Non so voi, ma io conosco solo esperienze di persone che durante lo stage lavorano, quindi non capisco proprio come non si faccia a non PRETENDERE (eh sì tutto maiuscolo!) uno stipendio.

Sulla lista dei buoni non mi pronuncio, ma credo comunque che un’azienda disposta ad investire anche economicamente su uno stagista sia da considerare più seria a priori e più interessata alla reale formazione.

Forse se tutti gli stagisti cominciassero a pretendere un pò di più (non é fantasciennza all’estero, che non é l’eldorado, già si fa e si continua a fare) forse la situazione italiana potrebbe essere un pò meno anomala.
Ciao

15 09 2010
eco

a me è stato offerto uno stage anzi contratto si collaborazione occasionale a 370 per i primi 3 mesi in tutto. Voi che fareste in questo caso??? altro che 500 euro

19 10 2010
Nunzia Parra

io oggi ho firmato un contratto per un tirocinio di attività formative e di orientamento che sinceramente mi fa schifo!!
non c’è alcuna tutela nè a livello di ferie, nè si parla di permessi… l’unica tutela a cui si fa riferimento e quella relativa agli infortuni sul lavoro…
devo lavorare per 36 ore settimanali, addirittura dato ke l’ente pubblico per cui lavoro, un’Università, il sabato è kiusa, mi tocca fare due rientri settimanali e lavorare anche 9 ore al giorno… Pertanto in violazione di quel principio di civiltà, che è legge dal lontano 1925 per cui la giornata massima lavorativa non può superare le 8 ore giornaliere!
e tutto ciò con una retribuzione pari a 2,70 euro all’ora!!!
Purtroppo non mi trovo in una situazione in cui posso scegliere, sono iscritta alla facoltà di giurisprudenza, devo terminare gli studi e anke quei poki spiccioli mi fanno comodo!!
però mi kiedo e vi chiedo dov’è la dignità???

23 08 2011
nd

Al termine dei miei studi non ho la benchè minima intenzione di buttare all’aria tempo, fatica e dignità per questo misero paese dove i giovani invece di essere considerati risorse sono solo un peso malpagato : come si fa a vivere con 800eur al mese ? Ma non esiste proprio…dopo la laurea ti saluto italia e vi consiglio anche a voi tirate fuori il coraggio e cambiate paese dove il vostro lavoro viene valorizzato !!

8 11 2012
camilla

stage di 700 euro al mese… se ci si impegna e si cerca, uno stage ben pagato lo trovi

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