Chi la dura la vince!

31 01 2008

Due giorni fa ho passato un esame all’università, ma come potete ben immaginare: non è questa la cosa eccezionale. Ciò che mi ha reso contenta e che è stato un vero toccasana per il mio orgoglio è tutto quello che mi ha portato al superamento di questo esame.

Non voglio farvela troppo lunga, quindi vengo subito al dunque:

l’anno scorso ho frequentato un corso di psicologia, (una materia che mi ha sempre affascinato, nonostante la poca simpatia per l’insegnante). Comunque ho fatto il mio dovere di studentessa e appena finite le lezioni, mi sono presentata al I° appello. Avevo studiato, mi sentivo abbastanza preparata, mi ero data da fare anche per consegnare una relazione (facoltativa) sull’argomento, relazione che non è stata presa molto in considerazione. Insomma, dopo un’estenuante attesa di circa nove ore, arriva il mio turno. Mi siedo e dopo aver consegnato i fogli della relazione, inizio con calma a rispondere alle prime domande, nonostante la mia soglia di irritazione fosse al limite…Come si può rispondere al telefono o conversare con altri professori mentre si sta interrogando uno studente?
Lo ammetto, forse mi sono lasciata prendere un pò troppo dall’impulso, ma tornassi indietro forse rifarei la stessa cosa. Si, mi sono alzata e me ne sono andata, dicendo: “Penso che l’esame possa finire qui, mi presenterò al prossimo appello, perchè è da questa mattina che aspetto il mio turno ed ora sono troppo stanca per continuare in questo modo!”.
Ha cercato di trattermi: “Aspetti signorina…parliamone“. “Mi dispiace professore, ma non credo ci siano le condizioni migliori per fare un buon esame

Alla sessione successiva, puntualmente mi ritrovo a fare una lunga interminabile fila di ore. E non crediate che sia perchè il numero degli iscritti è sempre molto elevato. Dipende esclusivamente dalla mancanza di rispetto che sua maestà in questione dimostra nei confronti di tutti gli studenti. Se l’inizio dell’esame è fissato per le 10, state pur sicuri che prima delle 11 non lo vedete in aula. Per non parlare poi delle infinite pause che fa tra un ‘interrogazione e l’altra: pausa caffè, pausa wc, pausa per improvvisa riunione con i professori, pausa “scusate mi è appena arrivato un messaggio, torno tra 2 minuti” (il che potrebbe anche indicare 2 ore). Capita spesso, quindi che un elenco di una decina di studenti venga concluso in un’intera giornata!
Insomma, tornando alla mia seconda volta, provate ad immaginare la mia stanchezza fisica e mentale: agiatazione a mille, bruciore agli occhi a forza di leggere sempre gli stessi appunti, cervello fumante in cerca di possibili domande. E’ il mio turno, comincia la tortura: si ricorda di me e con battute ironiche sul precedente orale, fa di tutto per mettermi in difficoltà. “Mi dispiace signorina, ma non posso metterle più di 26“. E qui scatta il mio orgoglio: “La ringrazio professore, vorrà dire che tornerò per la terza volta“. Convinto che io accettassi il suo voto, va su tutte le furie, accusandomi davanti a tutti di avergli fatto perdere tempo. Ma purtroppo io ho la testa dura e quando sono sicura di me e delle mie conoscenze, nessuno mi ferma: insisto e vado fino in fondo. (Pronta ad accettare i rischi annessi).

Due giorna fa, l’ultimo round della serie “Vediamo chi vince”! Per la terza volta, (concidenza ha voluto pure che fossi la terza dell’elenco), stesso iter, stesso programma da studiare (praticamente lo sapevo a memoria), stesse interminabili ore di attesa (inizio previsto h12 – turno della sottoscritta h17). Per la terza volta, mi siedo davanti a lui pronta a sostenere quel maledettissimo esame e consapevole del fatto che si trattava della mia ultima possibilità. Come da copione, sguardo killer per mettere in soggezione l’interrogato di turno, solite domande puntigliose e precise, ma il finale questa volta è stato un altro…30!Ho tirato un sospiro di solievo, ho avvertito un senso di leggerezza ed eccitazione al tempo stesso…credo che nessuno possa realmente immagine quello che ho provato in quel preciso momento.
“Signorina, alla fine ce l’ha fatta, complimenti!” – “Perchè ne dubitava?!” (Eh…so’ soddisfazioni!)

Quello che mi è successo mi ha fatto capire che:

  • Dovrò abituarmi ai giochi di resistenza, perchè ovunque potrei trovarmi davanti persone che (ingiustamente) approfittano della loro posizione.
  • Trovare continuamente degli ostacoli sul mio cammino, non è necessariamente una cosa negativa, anzi…mi stimola ad arrivare alla meta meglio di come avevo previsto.
  • Chi la dura la vince…sempre! 😉
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    17 responses

    31 01 2008
    Elisa

    Grande Stakastagista!
    Penso di aver capito quel’è il prof in questione…anche a me è toccato rifare l’esame per tre volte!!!
    Io ho gettato la spugna, ho preferito non raggiungere la mia meta pur di non vederlo per la quarta volta…

    31 01 2008
    prime

    Eviterei di mettere in campo i tuoi personalismi: quello che è successo a te succede quotidianamente a tutti i ragazzi di SdC, nulla di strano o di straordinario.

    Probabilmente avevi del tempo da dedicare a prendere un 30 invece che un 26 – lodevole di certo, ma a livello di laurea con davvero una piccola incidenza sul voto della tesi.

    Consiglio: spediamo le nostre energie in battaglie davvero forti, altrimenti saranno sempre un po buttate – ma ce ne accorgeremo in genere quando le rimpiangeremo.

    😉

    Un abbraccio.

    31 01 2008
    studentefreelance

    Ciao staka, complimenti per il trenta!

    Devo però considerare una cosa…tu hai impiegato 10 mesi della tua vita per raggiungere l’obiettivo e fin qui tanto di rispetto.

    Ma…in economia…ma anche nella vita di tutti giorni siamo sempre costretti a valutare le nostre scelte su costi/benefici

    Fin quando il beneficio tuo era solo quello di prendere 30 allora che ben venga la tua scelta!
    Ma se invece il tuo beneficio era quello di sfidare un prof(beneficio) ed impiegare 10 mesi(costi) per farlo quando avresti potuto farlo sunbito anche con un voto minore, allora ti dico che ti sei fatta prendere dall’impulso inutilmente.

    1. perchè il 30 non ti porta nessun beneficio all’infuori del tuo orgoglio personale, ed anche se avesi preso 26 sarebbe stato la stessa cosa ai fini dei benefici.

    2. perchè nessuno, se dovrai andare a lavorare ti chiederà quanto ai preso a psicologia.

    3. perdere tempo per sfidare un prof è assolutamente controproducente , perchè perdi tempo e pur se ne batti uno ce ne sono altri trenta che ti aspettano!!NOn so se mi soon spiegato…Fidati è per esperienza che parlo, ne ho sfidati più io che chiunque altro, ma alla fine ho capito che combattevamo in due partite diverse, anzi forse ero solo io a combattere…

    Immagina se dovessi capitare altri 2-3 prof come quelllo, che fai?Impieghi 3 anni per passare 3 esami?Pur di vincere!Ma siamo sicuri che sei tu a vincere?

    Siamo sicuri che i costi(tempo) valgono i benefici(morali,orgoglio)?
    Lo capirei per un posto di lavoro alla saatchi&saatchi…ma per un’esame con un prof. coglione….no!

    Comunque brava lo stesso per il tuo 30!

    31 01 2008
    Stakastagista

    @Elisa: Purtroppo non siamo le uniche! 😦

    @Studentefreelance: Mi dispiace contraddirti, ma rimango dell’idea di aver fatto la cosa migliore. Io punto al massimo e devo dire che ho sempre raggiunto i miei obiettivi proprio come me li ero prefissati (anche a costo di impiegare più tempo del dovuto!). Non credo di aver perso tempo, anzi…in questi mesi non sono rimasta con le mani in mano in attesa della “vendetta” (che poi non si trattava di vendetta, ma era solo una questione di principio) , ho fatto altri esami tutti con ottimi voti (e in uno ho preso anche la lode), quindi il cosidetto rapporto costi/benefici assume tutto un altro valore.
    A mio parere, dipende molto dalla sicurezza che uno ha in se stesso. Io so quanto valgo e non ho paura di mettermi in gioco, difficilmente quindi accetto di scendere a compromessi…forse sbagliando, ma finora non ho avuto nessuna smentita alle mie convinzioni!
    E’ logico che non sono così ostinata a priori: con l’esame di statistica non farei mai una cosa del genere perchè so che è una materia che proprio non digerisco, di conseguenza studio, ma non mi accanisco…sarebbe inutile e in questo caso avresti ragione tu.
    Probabilmente è vero che nessuno mi chiederà mai quanto ho preso a questo esame di psicologia…ma vuoi mettere la soddisfazione provata in quel momento! 😉

    31 01 2008
    slowmotion

    brava, sempre al meglio! testarda però la signorina… e si lui è una gran… TESTINA… ma persone come te secondo me gli fanno capire che il rispetto è alla base dei rapporti sociali… allora 100 di altre soddisfazioni

    31 01 2008
    Stakastagista

    @slowmotion: noto con piacere che siamo tutti concordi! 😉 Colgo l’occasione per augurarti buon viaggio e per…ma no, non c’è bisogno che ti faccia nessuna raccomandazione: sono sicura che porterai a casa una gran bella intervista con chi sai tu. In bocca al lupo

    31 01 2008
    prime

    @studentefreelance
    Le tue parole non fanno una piega.

    @staka
    Consulenti che premiano imprenditori … abbastanza irreale conoscendo bene i 2 mondi. Meglio premi di natura “pienamente imprenditoriale”, e non dati con dinamiche un po differenti.

    🙂

    Tornando all’articolo, la tua vision è coerente con te, anche se di base errata, principalmente perchè,
    ragazzi,
    tutti noi dobbiamo sempre ricordare che l’unica vera cosa che nessuno ci darà mai indietro sarà il tempo, e non va perso e buttato mai – non si sa mai quanto davvero ce ne rimane.

    😉

    Un abbraccio.

    1 02 2008
    Annalisa

    Quanto ti capisco! Anche a me sono capitati esami estenuanti… L’ultimo della serie non molto tempo fa, con un professore che per interrogare 3 persone c’ha messo tutta la mattina, continuando a ripetere “scusate devo uscire 5 minuti”, e invece tornava letteralmente dopo un’ora. Come hai detto tu, si tratta di totale mancanza di rispetto. Per fortuna, nel mio caso questo tipo di docenti sono stati la minoranza… ma ho il sospetto che dovremo farci il callo anche nel nostro futuro lavorativo. Incrociamo le dita!

    1 02 2008
    Roberto

    Cara staka,
    mi sono imbattuto nel tuo blog non so come e non so quando, ma mi ha sempre incuriosito. Mi piaceva vedere il percorso di una persona che sta ‘stagiando’ come me da molto tempo e che sgomita per entrare nell’esclusivo (dal verbo escludere) mondo della comunicazione.
    Oggi mi sono imbattuto in questa tua impresa e non ho resistito a risponderti.
    Pur complimentandomi per l’ottimo voto, non ho potuto fare a meno, però, di pensare al senso che possa avere avuto il tuo gesto.
    Cosa hai vinto?
    Un 30? spero di no.
    La soddisfazione di battere un cattedratico, probabilmente, incompetente e raccomandato, e quindi già battuto dalla vita, aumentando la tua autostima?
    Vorrei capire.
    Non ho amici che hanno fatto imprese simili qunidi non ho mai avuto un confronto su questi argomenti, nè tantomeno io mi intestardisco quando vedo tanta incompetenza. (Un suo 30 mi avrebe fatto tanto schifo quanto un 18).
    Spero che tu mi risponda presto e spero anche che tu non legga questo post come impertinente; ti assicuro, vuole essere solo lo spunto per una discussione.
    Grazie per l’opportunità.
    Ciao Roberto

    1 02 2008
    Stakastagista

    @Roberto: Non sono affatto infastidita dal tuo commento, sono sempre disponibile al dialogo, soprattutto quando alla base c’è rispetto e desiderio reale di confrontarsi. 🙂
    Per rispondere alle tue domande, posso dirti che il mio obiettivo non era vincere…anche perchè non si trattava di una battaglia. Era solo questione di principio: perchè dover rinunciare al massimo dei voti quando so per certo di aver messo il massimo dell’impegno? Non amo perdere e anche se il mio gesto può sembrare inutile, ti assicuro che per me non lo è stato…ed è questo l’importante, no? 😉

    2 02 2008
    Roberto

    Ok! Visto dal lato dell’impegno posso darti completamente ragione. Forse sono entrato troppo nell’ottica che per quanto ci si possa sforzare non si otterrà mai il massimo e allora ho fatto mio il motto “Minimo sforzo, massimo risultato”. Forse è il caso di rischiare nuovamente tutte le energie e provare a dare il meglio. Ma questa è uan lunga storia e deve tutta realizzarsi ancora. Tra un po’ mi trasferirò a Roma per tentare la fortuna. Chissà?

    2 02 2008
    Roberto

    Ah grazie per la risposta e di nuovo complimenti per l’esame!!

    2 02 2008
    Leonida_Redivivo

    Salve, scusate la lunga assenza, ma come si dice cause di forza maggiore… sto ritornardo di nuovo a far le ore piccole
    complice un difficilissimo esame ormai alle porte, complimenti per il 30, anche se per me avresti fatto meglio a insistere per la lode, cmq rimane sempre una notevole “performance”.
    Effettivamente può capitare di incappare in delle teste di … anche a me è capitato una volta, ma non ho avuto la tempra che invece ha mostrato Stakastagista, anche se con onesta posso affermare che una buona percentuale di prof. qui a ingegneria sono persone ( perfino!) degne di rispetto.
    Piuttosto e scusate se salto di palo in frasca, trovo che è invece il livello medio degli studenti ad essere per lo meno mediocre come anche quello di molti corsi(almeno per ing.gestionale).
    Mi chiedo ( con un altro balzo) se esiste la volontà politica di educare nuove classi dirigenti che diano il cambio a questa che c’è attualmente o che invece il disegno politico sia volutamente l’opposto: ossia quello di mantenere pervicacemente l’attuale, nacortizzando, per così dire, con dosi da elefante la società civile.

    Good night.

    2 02 2008
    Stakastagista

    @Roberto: Grazie ancora per i complimenti e in bocca al lupo per i tuoi futuri progetti romani. Tienimi aggiornata! 🙂

    @Leonida: Sono d’accordo con te sui livelli di mediocrità sia di molti studenti che dei corsi che dobbiamo frequentare. Con il 3+2 è aumentato il numero degli esami ed è diminutà la qualità, così facciamo tanti esami per arrivare spesso solo alla metà delle conoscenze che aveva uno studente appena laureato con il vecchio ordinamento. E per alcuni questo va bene, ci sguazzano dentro con allegria, pur di arrivare a dire ho una laurea (si ma come? E quanto è meritata?).
    Forse è vero che non c’è più nenanche la volontà di educare nel migliore dei modi le nuove classi dirigenti, ma non è detto che siamo tutti disposti a farci “narcotizzare”! Coraggio…bando al pessimismo: volontà e determinazione devono essere i nostri pilastri! 😉

    2 02 2008
    Trinity

    Mah a me nn me ne potrebbe fregare di meno.. accetterei tutto..
    Manco x fare la fatica di riaprire quei libri di merda (e vale x qualsiasi esame, non solo psicologia)

    6 11 2008
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    14 01 2009
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