Tg5: ammortizzatori sociali per i precari

18 01 2008

tg_5.jpg

Da qualche mese il Tg5 si è modernizzato, cambiando grafica, stile ed adattandosi al mondo di internet e delle nuove tecnologie. E tutto ciò mi fa particolarmente piacere, soprattutto oggi…
Questa mattina, infatti, ho seguito con attenzione il “Tg5 Insieme” dato che l’argomento era molto interessante. Ed ora vorrei passarvi la notizia perchè grazie al canale video creato sul sito è possibile rivedere ogni puntata di ogni rubrica: dal meteo alle edizioni giornaliere del telegionale, passando per gli approfondimenti.
Non voglio dilungarmi troppo, quindi vi consiglio solo di guardare questo video per scoprire cosa spetta ad un giovane disoccupato che ha maturato pochi contributi o per capire quali diritti un co.co.pro. prevede per una donna incinta.

Ps: E’ proprio vero…I giovani sono protagonisti, ma anche vittime dei tanti contratti a termine!

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9 responses

18 01 2008
prime

Grazie oggi della nostra demagogia quotidiana.

🙂

18 01 2008
Marco Patruno

Gentile Amica,

Ha proposito di contributi previdenziali e future pensioni. Ti consiglio di andare sul blog generazioneblog di Federico Mello, trovi “Il protocollo Welfare visto dai Bamboccioni”. Se vai nel capitolo dedicato a questo tema, trovi un quadro esaustivo della situazione che ci troviamo. Quando lo letto, mi sono amastellato! Ups! Scusami, volevo dire arrabbiato.

Marco Patruno

18 01 2008
Stakastagista

Ottimo suggerimento…qui il post in questione.

19 01 2008
Marco Patruno

Gentile Amica,

Come hai letto sul “protocollo welfare visto dai bamboccioni”. Il futuro previdenziale dei giovani rimane un mistero degno di una intera serie di X Files. E il costo per l’abbattimento del c.d. scallone lo si fa pagare ai lavoratori strutturalmente più deboli, innalzando l’aliquota contributiva dei contratti a progetto.
Per quanto riguarda l’aumento dei sussidi di disoccupazione riguarda soprattutto la disoccupazione ordinaria e non tanto la disoccupazione straordinaria. Quindi escludendo buona parte delle risorse le nuove generazioni che sono particolarmente esposte a rischio di povertà.
Il Protocollo Welfare ritaglia uno stato sociale intorno alla figura dell’uomo lavoratore della grande azienda con famiglia a carico. Ed esclude dalla distribuzione delle risorse i giovani costretti ad accontentarsi delle briciole, e a volte nemmeno di queste.
Un protocollo dalla quale i lavoratori precari ci hanno guadagnato nulla, ma che allo stesso tempo abbiamo assistito ad un fenomeno alquanto singolare. Confindustia e Sindacati andare a braccetto per difendere tale protocollo. L’autore sostiene che siamo di fronte ad una sorta di “baratto”, “tu mi dai l’abbattimento dello scallone e io ti lascio i precari”.Una sorta di compromesso all’ Italiana.
Pertanto ritengo che prima di pensare di estendere la flessibilità ai lavoratori standard che sono per cosi dire “immuni” , forse, dovremmo prima cercare di rendere migliore la vita agli attuali 4 – 5 milioni di precari. Allo stato attuale delle cose il mercato flessibile sta dimostrando di non funzionare, abbiamo da una parte dei Levitiani che sono le società, e dall’altra delle merci con su scritto sopra:“Precari, da consumarsi preferibilmente entro il…” Oggi un giovane precario e un po’ come un barattolo di maionese. La differenza sta che: Il barattolo di maionese ha una durata più lunga e contiene diversi ingredienti nutrizionali, il precario, invece, ha un periodo di scadenza molto più ravvicinato e rischia di trasformarsi in un “essere senza qualità”.

Marco Patruno

20 01 2008
Raffaella

Ciao, ho letto il tuo blog e devo dire che sono rimasta affascinata dal modo ironico in cui affronti il problema per tutti i giovani laureati di trovare il primo impiego e la moda, invece, di inserirli come stagisti. Scrivo per diverse testate online e ti volevo chiedere se fosse possibile una breve intervista per inserire il tuo blog in una mia nuova rubrica sul mondo dei blogger.

Spero di avere tue notizie

20 01 2008
Stakastagista

@Raffaella: Grazie per i complimenti! 😉 Per quanto riguarda l’intervista, non ci sono problemi: contattami in privato così possiamo parlarne. Torna a trovarmi.

21 01 2008
prime

@patruno
Se ci fosse vera flessibilità funzionerebbe – purtroppo ancora questa manca nella mente di molta gente.

🙂

4 03 2008
andrea

Come hai letto sul “protocollo welfare visto dai bamboccioni”. Il futuro previdenziale dei giovani rimane un mistero degno di una intera serie di X Files. E il costo per l’abbattimento del c.d. scallone lo si fa pagare ai lavoratori strutturalmente più deboli, innalzando l’aliquota contributiva dei contratti a progetto.
Per quanto riguarda l’aumento dei sussidi di disoccupazione riguarda soprattutto la disoccupazione ordinaria e non tanto la disoccupazione straordinaria. Quindi escludendo buona parte delle risorse le nuove generazioni che sono particolarmente esposte a rischio di povertà.
Il Protocollo Welfare ritaglia uno stato sociale intorno alla figura dell’uomo lavoratore della grande azienda con famiglia a carico. Ed esclude dalla distribuzione delle risorse i giovani costretti ad accontentarsi delle briciole, e a volte nemmeno di queste.
Un protocollo dalla quale i lavoratori precari ci hanno guadagnato nulla, ma che allo stesso tempo abbiamo assistito ad un fenomeno alquanto singolare. Confindustia e Sindacati andare a braccetto per difendere tale protocollo. L’autore sostiene che siamo di fronte ad una sorta di “baratto”, “tu mi dai l’abbattimento dello scallone e io ti lascio i precari”.Una sorta di compromesso all’ Italiana.
Pertanto ritengo che prima di pensare di estendere la flessibilità ai lavoratori standard che sono per cosi dire “immuni” , forse, dovremmo prima cercare di rendere migliore la vita agli attuali 4 – 5 milioni di precari. Allo stato attuale delle cose il mercato flessibile sta dimostrando di non funzionare, abbiamo da una parte dei Levitiani che sono le società, e dall’altra delle merci con su scritto sopra:“Precari, da consumarsi preferibilmente entro il…” Oggi un giovane precario e un po’ come un barattolo di maionese. La differenza sta che: Il barattolo di maionese ha una durata più lunga e contiene diversi ingredienti nutrizionali, il precario, invece, ha un periodo di scadenza molto più ravvicinato e rischia di trasformarsi in un “essere senza qualità”.
andrea magra

4 03 2009
giancarlo

Cari giovani,
se volete un futuro, se volete sposarvi, se volete fare figli, se volete invecchiare con la prospettiva di poter un domani avere una pensione
DOVETE FARE UNA RIVOLUZIONE.
Non avete ancora capito che qui in Italia non si cava un ragno dal buco
perchè tutto, dico tutto è governato sai soliti noti.
Vorrei dire che L’ ltalia è sempre stata governata dai mafiosi, ma sarebbe troppo facile dire questo senza provarlo. La prova che dico la verità stà nel fatto che l’Italia va sempre peggio e ci sarà un perche’. Domandatevelo !!!!
Alla mia età ormai ho poco ancora da perdere e quindi ho deciso di divertirmi per gli anni che mi rimangono a fare la mia parte per rompere questo giocattolo Italia fatto per pochi, mentre i molti devono solo tacere, lavorare ( quando possono), pagare le tasse e lasciar fare……………
Personalmente come veneto e ne ho piene le tasche.
Sono stanco di vedere i giovani anche brillanti e laureati non trovare lavoro solo perchè qui in Italia vige la legge delle CASTE.
Sono stanco di vedere aziende dover chiudere perchè le banche sono una associazione a delinquere finalizzata ad estorcene denaro sia alle ditte che alle società…( inutile elencare punto per punto ce ne sono troppi…)
Sono stanco di vedere industriali collusi con politici e stato solo per essere foraggiati in eterno….vedi FIAT…ALITALIA…nomi a caso ce ne sono molti altri….
Sono stanco che gli apparati istituzionali ci prendano in giro. Siamo falliti ancora da diversi anni e stanno puntellando questa Repubblica solo per poter ancora succhiare il nostro sangue.
Sono invece in forza e ciò mi rivitalizza nel sapere che adesso mi dedicherò anima e corpo assieme a tantissimi altri amici a liberare il VENETO dallo stato italiano che si appresta a tirare le quoia per forza di inerzia. Dispiace solo che l’agonia viene protratta il più possibile, dopo, solo dopo lo sfacelo qualcuno di Voi dirà …se avessi saputo…..se avessi immaginato…..
Esiste un solo motto: TUTTI DIVISI PER STARE MEGLIO ASSIEME….
Pensateci. Se non ci dividiamo per salvare il salvabile tutto andrà in malora.
Ma veramente c’e’ ancora qualcuno che pensa che l’italia ne verrà fuori????
Per confutarmi datemi cifre, prove,dati,statistiche,attività passività che dimostrino il contrario di quanto asserisco.
Un cordiale saluto a tutti i giovani.
Scusatemi, io sono stato più fortunato di Voi a nascere nel 47, personalmente non Vi invidio. Però cercate di lottare democraticamente e far sentire la vostra voce e denunciate qualsiasi soppruso veniate a conoscenza perche’ solo così potete contribuire a cambiare questo paese che io ormai non voglio più come mio. Io sono Veneto e quindi:
VIVA SAN MARCO
VIVA LA SERENISSIMA

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