Il laureato guadagna meno di tutti

27 11 2007

Il 27 del mese viene spesso associato al giorno dello stipendio, anche se poi le date dei pagamenti cambiano da azienda ad azienda e così oggi mi ritrovo a fantasticare sul momento in cui percepirò FINALMENTE il mio primo stipendio, ma quando accadrà? mmm…mi sa che il percorso è ancora mooolto lungo: per ora non c’è neanche l’ombra di un “vero Lavoro” nè di un semplice contratto a tempo determinato o indeterminato! 😦 I sacrifici che faccio per dividermi tra università, radio e pizzeria mi regalano solo il cosidetto “rimborso spese“. Riesco a mettere da parte un misero gruzzoletto, che mi permette di pagare la benzina, soddisfare alcuni piccoli innocenti desideri e concerdermi qualche uscita durante la settimana.
Per fortuna che ci sono i miei genitori (non finirò mai di ringraziarli!), altrimenti in questi condizioni sarebbero state tante le cose a cui avrei dovuto rinunciare…nonostante tutto il mio impegno.
Oggi i miei pensieri e le mie riflessioni, però, vanno oltre…

Ho una cugina che già da piccolina non aveva molta voglia di studiare e così subito dopo le scuole dell’obbligo, si è cercata un lavoretto. Ora ha 18 anni e fa la commessa in un negozio di scarpe, guadagnando 900€ al mese con un regolare contratto.
Un’altra mia cugina, dopo i cinque anni di superiori ha preso il diploma di tecnico dei servizi sociali e attualmente lavora in una scuola come insegnante di sostegno. Ha 23 anni e guadagna 900€ al mese.
E vogliamo parlare di mio fratello?! Ha interrotto le scuole superiori perchè voleva imparare un mestiere e c’è riuscito. Ha lavorato in una carrozzeria per alcuni anni con regolare contratto che prevedeva uno stipendio superiore ai 1.000€ al mese. Ora ha 24 anni e da circa un anno ha realizzato uno dei suoi desideri: aprire una nuova autocarrozzeria, grande e all’avanguardia.
Io ho un diploma di perito tecnico per il turismo, una laurea in Scienze della Comunicazione e mi sto specializzando in Comunicazione d’Impresa. Ho quasi 26 anni conosco tre lingue, ho la patente europea ECDL e alle spalle diversi stage formativi. Eppure cari signori NON HO UNO STIPENDIO!

Senza nulla togliere ai miei parenti, a cui sono molto legata e a cui auguro tutto il bene del mondo, vi sembra giusto tutto questo? Non mi sembra di chiedere tanto, mi basterebbe un lavoro in uno dei settori per cui ho studiato, un posto che mi dia la possibilità di guadagnare qualcosa e che con il tempo piano piano mi permetta di fare carriera. E sono sicura che questo è ciò vogliono tutti i giovani (precari) laureati. Richiesta lecita, ma impossibile? Beh a me hanno insegnato che Impossible is nothing!

Su questo argomento, una giornalista de Il Messaggero che si occupa di precarietà, Angela Padrone, ha detto la sua e ha scritto anche un commento rivolto proprio ai giovani laureati, dicendo che “non si finisce mai di dover dimostrare di valere qualcosa, non basta dire: sono laureato“.
Potrei anche essere d’accordo con queste parole, ma mi verrebbe da rispondere: “…dovrebbe esserci almeno concessa la possibilità di dimostare quanto valiamo, no?“.

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16 responses

27 11 2007
studentefreelance

Ciao, Staka,

Guarda che anch’io nelle condizioni di Angela mi riterrei in dovere di dire che il lavoro c’è e noi non lo sappiamo cercare, che lagavetta l’hanno fatta pure loro, che negli anni 80 c’era più disoccupazione…e roba varia già sentita e risentita…e guarda caso chi dice queste cose sono persone con un bello stipendio alle spalle…

perchè se invece domandi la stessa cosa magari ad un ragazzo di 35 anni ci manca poco che ti manda a ffan**o…???

Perchè la realtà che percepiamo noi è diversa dalla loro(dachi cioè ha già un bel lavoro alle spalle)…

Come dicevi tu avere 26 anni e dover chiedere i soldi ai genitori per andare a mangiare una pizza non è solo umiliante, ma frustante e depressivo…

Porta ad una condizione mentale negativa…senza diritto di speranza…perchè essere sfruttati andando a fare uno stage non ti apre le porte a niente…ti lascia più vuoto di prima …non perchè non apprendi niente ma perchè ti rendi conto che nonostante i sacrifici per studiare e dare 6-7 esami a sessione per rimane re in tempo con gli studi e lavorare fiono alle 19:00 di sera non è valso la pena….

Siamo considerati la generazione di “mezzo” quella delle riforme sperimentali…delle verifiche…dei lavori a progetti sottopagati, del NUOVO ORDINAMENTO, della PRECARIETà non solo lavorativa quanto MENTALE!!

Perchè il precario non è solo colui che lavora a progetto ma anche colui che imposta la sua condizione di vita da nomade, I FREELANCE (che sarebbero dovuti rientrare in questa categoria di precari) non sono precari in quanto non lavorano ,ma sono precari perchè fanno la vita da precario in senso lato…non stanno in luogo fisso…non hanno possibilità di formare un nucleo familiare, una vita a non pensare al domani perchè il domani è già oggi!!

Tutto cambia affinchè tutto rimanga com’è(Tommaso di Lampedusa)

27 11 2007
simone

Ragazzi finiamo l’ università, lavoriamo per sette o otto anni (prima o poi il lavoro arriva e non ci abbandonerà più per circa 40 anni!!) e poi vediamo chi guadagna di più…
Gli stipendi che hai citato tenderanno a rimanere sempre gli stessi (come si fa a salire di grado senza titoli?) mentre noi quando entreremo seriamente a lavorare (perchè ripeto, prima o poi succede per tutti), se valiamo abbiamo possibilità di crescere, di far carriera, di guadagnare.
Io non invidio affatto i miei amici che alla mia età – 23 anni – lavorano in qualche fabbrica o magazzino; loro magari hanno qualche maglietta in più di me, ma io ho una cosa che vale molto di più: la possibilità di sognare.

27 11 2007
Oscar Ferrari

Purtroppo è in atto una gigantesca guerra tra poveri. Studenti contro lavoratori, lavoratori contro pensionati, precari contro garantiti

28 11 2007
Stakastagista

@studentefreelance: …già, siamo considerati la generazione dei lavoro a progetto, della precarietà…però che bella etichetta dobbiamo portarci dietro! 😦

@simone: mi fa piacere che tu sia così positivo, ma sono sicura che tra qualche anno comincerai ad esserlo un pò meno. Anch’io fino a vent’anni sognavo come te…ora mi rendo conto che non tutti i sogni si realizzano! Non credo di essere polemica nè particolarmnete pessimista, ma solo REALISTA: ho quasi 26 anni e nella mia vita lavorativa non è cambiato nulla, anzi è aumentata la delusione e l’insoddisfazione. I miei amici trentenni hanno le mie stesse difficoltà e qualcuno di loro ha anche una famiglia da mandare avanti, come vedi le cose non cambiano!!! 😦 Tu dici: “finiamo l’università e poi lavoriamo per setto o otto anni, a quel punto il lavoro non ci abbandonerà più per quarant’anni“. Mi sembri convinto di quello che scrivi, però secondo me dovresti aprire un pochino gli occhi e guardare veramente quello che succede attualmente nel mondo del lavoro. Ricordati che non è così scontato che se valiamo possiamo far carriera e guadagnare, prova a metterti nei panni di un giovane e valente laureato costretto a fare l’operatore ecologico (con tutto il rispetto per questa categoria).
Non invidio affatto chi, pur non avendo un titolo di studio alto, lavora e può permettersi lussi che a me non spettano, ma credo solo che il sistema italiano abbia delle grandi ingiustizie di fondo.

@oscar Ferrari: Esatto…proprio una gigantesca guerra tra poveri, perchè purtroppo lo siamo tutti! 😦

28 11 2007
filippo

la percentuale di laureati rispetto alla popolazione attiva è una delle più basse in europa; nonstante ciò la richiesta di laureati è ancora minore, perchè le aziende che investono sulle persone si contano sulle dita della mano. Paradossalmente è difficile trovare persone per lavori a basso contenuto professionale. Potrebbero essere le conseguenze di una congiuntura economica, ma non se ne vede la fine

28 11 2007
anonimo

Salve a tutti.
Sono un ragazzo che dopo essersi diplomato, ha fatto solo 1 anno di università senza aver passato 1 esame, causa della non volontà di studiare, ho perso 1 anno della mia vita perchè volevo andare all’università per studiare ma ho scoperto che mi manca la volontà. Allora ho deciso di abbandonare l’università per imparare una PROFESSIONE (non un mestiere) che mi dia la possibilità di essere in contatto con gente importante e allo stesso tempo di guadagnare abbastanza. In questa professione per i primi anni si guadagnano in media 2000euro al mese (se si lavora bene e ci si applica)per poi guadagnare dai 10.000 in su al mese. Auguro un buon proseguimento a chi ha volontà di studiare, perchè sono sicuro che chi studia e sopratutto chi fa del bene, nella vita sarà premiato!

29 11 2007
SignorFormat

Anonimo dovresti però specificare di che professione si tratta, altrimenti nn vale:)

29 11 2007
Stakastagista

@anonimo: Sono d’accordo con il SignorFormat…ormai hai suscitato la curiosità di molti di noi e poi a parole si può costruire un grattacielo! 😉

29 11 2007
anonimo

Salve a tutti.
La PROFESSIONE di cui parlavo è l’Agente Immobiliare.
Ma RIPETO, solo se si lavora bene e ci si applica e sopratutto SERIETA’ e CORRETTEZZA. Beh un saluto. Ciao.

29 11 2007
Stakastagista

@anonimo: ero sicura che ti riferissi a quella professione! Chi inizia è sempre entusiasta, poi…il discorso cambia. Se non sbaglio è un lavoro che va a percentuali, tu sei sicuro che se mi mettessi a fare l’agente immobiliare guadagnerei le cifre di cui parli? Permettimi di dubitarne! 😉

30 11 2007
anonimo

Si è a provvigioni. Ma RIPETO “solo se si lavora bene e ci si applica e sopratutto SERIETA’ e CORRETTEZZA” sono parole SANTE!!
Per fare questo lavoro devi avere sopratutto PAZIENZA, perchè all’inizio per i primi mesi o per il primo anno si impara la professione e si inizia a capire il meccanismo del sistema e quindi si guadagna meno per i tempi di apprendimento.
Poi tutto il resto viene da sè.
All’inizio la cosa più importante oltre alle cose che ho già detto, è avere un buon titolare che ti formi e che abbia molta pazienza.
Perchè in un franchising ogni agenzia ha un proprio titolare ed è autonoma.

12 05 2008
Bella consolazione dopo tanti anni di studio « Riflessioni di una StakaStagista

[…] Bella consolazione dopo tanti anni di studio 12 05 2008 Leggo questo e penso: “Hanno impiegato tanto tempo per arrivare ad una conclusione così evidente…non facevano prima a leggere il mio post dell’anno scorso“?! […]

26 01 2009
Antonio

Essere laureato oggi non significa avere le palle nel dimostrarlo nel mondo REALE.
Sognare e’ bello ma essere CAPACI REALMENTE e’ un’altra cosa.
Tutti i miei amici sono diplomati tecnici, ma tutti si sono dovuti adeguare a quello che passava la casa, ma comunque in PROPRIO ed in mestieri diversi.
Beh adesso tutti hanno uno stipendio di rispetto ed attività avviate.
Attivita che magari un LAUREATO , manco prendeva in considerazione, tipo ELETTRICISTA o VENDITORE di MATERIALE EDILE, ma che col tempo hanno REALMENTE arrichhito la persona in tutti i sensi…..
Volate bassi, la laurea non e’ detto che apra il paradiso …..anzi…..

18 12 2009
Nico

Ho 23 anni, mi mancano 7 esami per laurearmi in giurisprudenza(vecchio ordinamento), media del 28, borsa di studio sin da quando ero matricola…ma nonostante ciò ho molti dubbi sul continuare o meno. Diciamoci la verità, si studia per lavorare e quindi per diventare autonomi, per avere una famiglia, per soldi insomma, che notoriamente sono alla base di tutto. A tutti coloro che mi rispondono: e la cultura? Io dico: disprezzo coloro che dicono: “la cultura non serve a niente”, la cultura è importantissima, ho iniziato l’università proprio perchè volevo fare l’insegnante quindi un mestiere che si caratterizza per la cultura e non di certo per i guadagni. Ora, ascoltando anche altre esperienze, la mia prospettiva si è invertita:si deve puntare al guadagno; lo studente si deve rendere conto che per avere quello che secondo me è il guadagno minimo, diciamo dai 3000€ al mese in su, si devono ricoprire posizioni abbastanza elevate nella pubblica amministrazione (come ad es segretario comunale di un Comune fino a 65.000 abitanti, magistrato…) oppure fare il libero professionista,(avvocato, notaio, medico, architetto) o il dirigente di una qualche impresa oppure avviare un’attività in proprio. Qualcuno si potrebbe domandare: ma che c’entra l’artigiano-piccolo imprenditore con il medico, il magistrato, il segretario comunale? Notoriamente, il guadagno di un artigiano(ma anche dei professionisti) deriva prevalentemente dall’evasione fiscale che quindi porta taluni artigiani a guadagnare quanto se non di più di un magistrato(che non può evadere) ma quello che ho constatato è che è più facile, a livello di impegno e di probabilità di successo, avviare una attività in proprio che vincere un concorso da magistrato o da dirigente nell’ambito della PA o nell’ambito delle professioni. Quindi il consiglio che do agli studenti è questo: se dovete iniziare a studiare, fatelo per puntare in alto, fate in modo che la laurea sia davvero indispensabile per quello che volete fare così come è indispensabile l’apprendistato per il futuro muratore/meccanico/elettricista.

Con tutto il rispetto per gli studenti, i quali come me hanno dovuto fare una scelta non del tutto consapevoli di ciò che li aspettava, io non capisco l’utilità di molti nuovi corsi di laurea, come scienze della comunicazione, scienze dell’interculturalità, scienze dei beni ambientali, scienze di qua e scienze di là. Ma quali scienze? La realtà è che la triennale e le varie specializzazioni sono state introdotte per aumentare la media dei dottori (o presunti tali) italiani che è bassissima rispetto a quella europea ma in sostanza è come annacquare il vino. Si alla fine ci sarà più vino, ma possiamo davvero ritenerlo tale? Chiamiamolo per quello che è: vino annacquato.

29 11 2010
Enrico

Se posso dire la mia, credo che tutta questa discussione manca di un concetto fondamentale, cos’è la laurea?
La laurea una volta era quasi un titolo nobiliare, uno si prendeva la laurea e assurgeva a un altro ruolo nella società, quello di dottore, potendo avere quasi tutte le porte aperte in qualsiasi ruolo o attività; le famiglie che facevano studiare i figli però erano poche, sia per motivi culturali sia economici, cosi i pochi dottori erano selezionati naturalmente.
Oggi invece con un maggior benessere, sono anche troppi quelli che s’iscrivono in facoltà, senza avere una reale “volontà” di laurearsi, ma lo fanno solo per parcheggiarsi e pensare su quello che davvero vogliono fare nella vita, invece di fare come una volta, dove o si studiava o si lavorava.
Le famiglie forse credendo di dare ai figli quello che non hanno avuto loro da giovani, li giustificano in questa perdita di tempo e denaro, poiché poi questi ragazzi si ritrovano a trenta anni senza un vero titolo di studio e senza esperienza lavorativa.
Io mi sono fermato alle superiori, poi o lavorato come magazziniere e operaio ed ho sempre portato a casa sui 1100-1200 euro con 40 ore settimanali, se lavoravo di più guadagnavo di più, avendo anche gente che mi comandava che si o no aveva la seconda media, ma guarda un po’ aveva quella cosa che si chiama esperienza maturata in decani di lavoro “sul campo”; per rispondere a Simone, io sinceramente ti auguro il meglio sopratutto se te lo guadagni, ma questi discorsi li posso capire da un appena ventenne, se sei già più grande devi maturare e anche in fretta, se ti stai laureando per avere un lavori che ti faccia guadagnare tanti soldi, forse stai sbagliando e ti conviene andare a lavorare veramente, ho amici idraulici e stagnari che si portano a casa 2000 euro al mese.
La laurea sopratutto oggi significa avere un certificato, che dimostra che tu hai appreso delle conoscenze in un determinato campo, se poi queste conoscenze non servono a nessuno non è mica colpa nostra!
Se tu laureato hai delle reali capacità e competenze, parli le lingue ecc, sono sicuro che il lavoro lo trovi in un paio di anni, se dopo un paio di anni state ancora facendo i disoccupati, vi consiglio di trovarvi un lavoro vero senza fare troppo gli schizzinosi, perche fra dieci anni o anche meno l’Italia stara davvero in ginocchio e il lavoro l’avranno davvero in pochi, se poi non avete voglia di sporcarvi le mani, allora siete solo degli sfaticati.
P.S.: Comunque la cultura personale con la laurea, non vanno sempre a braccetto.

24 06 2013
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