News dalla mia trasferta estiva

3 07 2007

Non mi sono dimenticata del mio blog, anzi fremevo affinchè arrivasse presto questo momento, ma il poco tempo libero a disposizione (e soprattutto gli 8€ l’ora per collegarsi online), mi hanno tenuta lontana per tutti questi giorni. Che dirvi di questa mia nuova esperienza?
Il villaggio in cui lavoro è enorme e davvero molto bello, curato e pieno di bellissimi fiori. La gente è rilassata e si gode la propria vacanza: chi prende il sole a bordo piscina, chi passeggia lungo i sentieri della pineta che porta al mare, chi beve cocktail ai tavolini del bar o scambia quattro chiacchiere con altri villeggianti e i bambini che giocano nel parco divertimenti o s’impegnano nelle tante attività sportive (come il tiro con l’arco, la scalata…). E poi ci siamo noi poveri lavoratori estivi…che, crepando d’invidia, continuiamo a fare il nostro dovere.
Stanchezza, stanchezza e ancora stanchezza dietro una maschera di estrema gentilezza e disponibilità. Quel finto sorriso stampato sul volto nasconde in realtà la profonda voglia di fuggire lontano e l’inconfessabile desiderio di rispondere, almeno per una volta: “Lasciatemi in pace, oggi non ho voglia di fare nulla” e invece no…nessuno può permettersi questi pensieri, altrimenti…si torna a casa e pure a mani vuote!
Sono qui da poco tempo e mi sembra passata già un’eternità. Non sto bene e non mi sento per niente a mio agio. Si dorme poco, si lavora più di 14 ore al giorno e si muore di caldo sotto il sole cocente che raggiunge i 45°. Il mio disagio, però, non nasce solo dal tanto lavoro, ero consapevole di ciò che venivo a fare, in passato ho superato sacrifici maggiori e in condizioni peggiori, quindi ero pronta…ma ciò che non sapevo era di dover fare a meno della serenità dei rapporti umani. Io non sopporto la falsità e invece in questo ambiente è la regola (quello che mi stupisce è che dopo diverse esperienze di questo tipo io ancora non abbia imparato la lezione!).
Ulteriore elemento di disturbo è il dover parlare esclusivamente in francese (con i clienti e con il resto del personale). Je parle française, ma sono italiana e per di più sto lavorando in una città italiana, possibile che non possa mai fare onore alla mia lingua madre?! Scusate lo sfogo, spero possiate comprendere (se non addirittura condividere), ma a mio parere questi francesi sono davvero ridicoli: presuntuosi, arroganti e con la puzza sotto al naso, neanche fossimo al Grand Hotel de Paris. Dovete vedere come si innervosiscono se un italiano non afferra al volo il significato di tutti i vocaboli, (Oh mon Dieu c’est ne pas possible!). Loro non fanno il minimo sforzo per farsi capire, anzi in alcuni casi aumentano a tal punto la velocità del loro discorso, che arrivano a pronunciare 1000 parole al secondo e la cosa più odiosa è quella smorfia di soddisfazione con la quale mettono spesso in imbarazzo i malcapitati che non sanno usare correttamente la loro R moscia. (Forse bisognerebbe ricordare a questi signori chi sono in realtà i veri campioni del mondo! 😉 )

Alcuni scatti dal villaggio

Ok, stringo i denti pensando che mi sto guadagnando qualche euro e che questi mesi passeranno in fretta, anche se da ieri sento un pensiero ronzarmi nella testa, una specie di vocina che mi dice: “Sei sicura che è proprio questo il modo in cui vuoi passare l’estate? Ma chi te lo fa fare?” Eh già…
Nonostante io adori i miei momenti di solitudine, ai quali difficilmente rinuncerei, posso confessarvi che non mi sono mai sentita così sola come in questo immenso villaggio che accoglie più di 1800 persone. Ragazzi che tristezza…se vi dovesse capitare un’occasione come la mia, pensateci molto molto bene prima di partire!

Je doit aller parce que le devoir m’appelle… à bientot (l’accento circonflesso su questa tastiera non esiste o sono io che talmente stanca non riesco a trovarlo, mah..)

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6 responses

3 07 2007
sabrina

nonostante tutto io ti ammiro…non so se avrei il coraggio che hai avuto tu… dai non mollare!!!

3 07 2007
SignorFormat

Grande Staka Stagista non mollare. ! Un salutino!

9 07 2007
Francesca

Hai ragione, molti stranieri (francesi, ma anche inglesi) sembra lo facciano apposta a parlare in fretta e a fare, in definitiva, gli str….
Staka non mollare! sei tutti noi!

13 07 2007
Stakastagista

Grazie a tutti per l’incoraggiamento, mi fa davvero molto piacere il vostro sostegno! 🙂

23 07 2007
luca

a saperlo ti spedivo la maglia di Cannavaro che potevi indossare sulla divisa… 🙂

17 11 2007
Uno stage in Paradiso « Riflessioni di una StakaStagista

[…] Si è ritrovata a lavorare (lavorare?) in un piccolo villaggio che ospita a settimana circa ottanta persone, contornata da spiaggie bianche e mare cristallino! Però…niente male…chi non accetterebbe di fare uno stage in Paradiso? A saperlo prima avrei rinunciato a questo. […]

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