Volevo un nuovo lavoro

1 09 2007

Voglio confessarvi una cosa accaduta in questo ultimo mese e che ancora non vi avevo accennato.
A metà luglio quando sono tornata a casa, dopo la mia sconvolgente esperienza, ero confusa: contenta per la scelta fatta, ma delusa e demoralizzata per aver dovuto rinunciare al guadagno di tre mesi di lavoro (soldini che avrebbero fatto comodo a chiunque!).
Ho cercato subito di rimboccarmi le maniche perchè non so stare senza fare nulla e poi perchè, come si può ben immaginare, incombono su di me come su tutti voi, le spese per l’assicurazione della macchina, per l’università, per i libri e tante tante altre…Purtroppo sono solo una studentessa senza entrate e non mi va di dover pesare sempre sui miei genitori! Necessito anch’io di una certa indipendenza, no? ;)
Insomma, volevo un altro lavoretto…qualcosa che mi lasciasse il tempo di studiare, ma che mi permettesse anche di pagare almeno una parte di queste spese. No, non è stato facile: mi sono informata, ho chiesto in giro, ma non trovavo nulla. Nessuno aveva bisogno di baby-sitter, di dog-sitter e neanche di commesse in qualche piccolo negozietto. La risposta era sempre la stessa: “no, grazie“. Allora, ho cominciato a girare per locali, bar, gelaterie, ristoranti, chiedendo se avessero bisogno di una cameriera. E anche qui le solite frasi: “non abbiamo bisogno di nessuno“, “lasciami il numero ti farò sapere“, addirittura un signore con aria sbalordita, mi ha detto: “dici di essere laureata e poi vuoi fare la cameriera?”. Io non credo ci sia nulla di male nel fare questo lavoro! Certo i miei obiettivi lavorativi sono altri, ma so che per raggiungerli occorrono tempo e sacrifici, quindi perchè non dedicarsi anche ad altre esperienze che, in un modo o in un altro, mi permetteranno di realizzare i miei desideri?

Insomma ragazzi, avrete capito che io faccio sempre di testa mia…sono testarda e determinata…chi la dura la vince e così…è da un mese circa che lavoro in una pizzeria (e non ne sono pentita, ne me ne vergogno!)

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Morti bianche: strage senza fine

9 08 2007

Continua, da Nord a Sud della penisola, la tragedia delle MORTI BIANCHE. Christian Schwingshackl, studente al «Realgymnasium» di Brunico, è l’ennesima vittima sul lavoro. Anzi, peggio, vittima di quel lavoretto estivo che, come altri giovani della sua età, aveva cercato per far fronte da solo alle piccole necessità di ogni teenager. Faceva il manovale e nonostante i suoi sedici anni non aveva paura dei lavori pesanti. Così aveva scelto di guadagnarsi la sua «paghetta» estiva presso un’impresa di costruzione, ma mai avrebbe immaginato di legare la sua giovane vita a quella scelta.
Il mese di luglio era trascorso velocemente, i primi soldi erano arrivati ed avevano rinnovato l’entusiasmo di Christian per quella decisione. Anche ieri, con il resto della sua squadra, era arrivato sul posto di lavoro a San Candido in Alto Adige in un edificio datato, da ristrutturare completamente. Aveva preso a lavorare sodo, fin dalle prime ore del giorno e dopo la consueta merenda che spezza la mattinata aveva ripreso con ancora maggiore lena. Ad un certo punto, è sceso in cantina perché doveva prendere alcuni attrezzi. È sceso, ma non è più tornato! Un rumore sordo e un grido strozzato hanno gelato il sangue nelle vene dei compagni di lavoro: un disastroso crollo. Tutti si sono precipitati di sotto con la morte nel cuore. Christian era lì, travolto da quattro enormi massi staccatisi all’improvviso dalla volta decrepita della cantina. L’allarme è scattato subito, sono arrivati i pompieri, la Croce bianca e il medico d’emergenza. Fasi concitate di un soccorso pervaso dal rischio di altri crolli. Le ferite alla testa erano gravissime…un viaggio a sirene spiegate contro la morte, contro un destino che non gli ha lasciato scampo, rubandolo alla sua famiglia.
La procura ha aperto un’inchiesta. Si dovrà capire che tipo di contratto legava Christian al datore di lavoro (alcuni sindacati parlano di uno stage) e accertare se le misure di sicurezza fossero state applicate.

Mi chiedo perchè debba accadere tutto questo! E’ triste quando succede ad un uomo adulto che è costretto a correre dei rischi pur di portare uno stipendio a casa, ma come la mettiamo quando a rischiare è anche un ragazzo di soli sedici anni che si accontenta di pochi euro pur di guadagnarsi qualcosa? :(





Casa dolce casa

15 07 2007

Una notte lunga, interminabile trascorsa su un treno piuttosto mal messo e pieno di gente; lo scompartimento era semi buio e intorno a me cinque persone (tutte calabresi) che dormivano nelle posizioni più assurde. Io non sono riuscita a chiudere gli occhi neanche per dieci minuti, malgrado ogni parte del mio corpo implorasse pietà: “ti prego lasciaci riposare, non si può stare svegli per più di 24 ore“.
Il treno è partito dalla stazione verso mezzanotte e mezza e quindi la cosa più logica sarebbe stata passare quelle sette ore a sonnecchiare e invece…lo stress della situazione anomala e la paura che mi rubassero qualcosa, non mi hanno permesso di cadere fra le braccia di Morfeo e così ho sentito il ticchettio di quegli infiniti secondi che mi separavano dalla mia meta. Qual’era la mia meta? My home! :)
Eh si…sono tornata nella mia casa dolce casa. Sarebbe lunga da spiegare e, dato che in questo momento sto quasi per addormentarmi sulla tastiera, spero che nessuno di voi abbia la curiosità di conoscere tutti i dettagli. Posso dirvi che ho avuto il permesso di tornare per almeno due giorni, per medicarmi delle ferite che ho sotto la pianta di tutte e due i piedi e che quasi non mi fanno camminare. Al villaggio vige una regola ferrea: non si possono indossare scarpe aperte. Durante il giorno sono previste solo scarpe da ginnastica o comunque chiuse (insomma le infradito o altri tipi di sandali sono assolutamente banditi). E i miei poveri piedini non hanno resistito! (In fondo è estate, come si può camminare tutto il giorno in un immenso villaggio con i piedi “soffocati”?). E vogliamo parlare dell’alto rischio di insolazione: in Calabria la temperatura è altissima e il sole è cocente, ma è si deve rispettare la seconda regola stabilita dai responsabili: vietato indossare cappelli e occhiali da sole. Ora per quest’ultimi posso capire, non sarebbe molto professionale parlare con gli ospiti nascondendosi dietro delle lenti scure, ma un cappellino sulla testa che male può fare? Anzi, a mio parere proteggerebbe tutti quelli che come me…non sono lì per abbronzarsi e fare vacanza!
Divieti e conseguenze
Comunque sta di fatto che ho preso questi giorni di pausa per tornare a casa e rigenerami. Per ora mi faccio una bella dormita e mi godo questi giorni di meritato riposo senza pensare a nulla…e poi si vedrà!

Sono quasi le 11 di mattina, quindi…BUONANOTTE Gente!





Sveglia alle 6 per…

8 07 2007

No, no, non voglio crederci: domani è lunedi, quindi sveglia alle 6 per fare una cosa stupidissima…
Il lunedi, qui al villaggio, è giornata di arrivi e partenze, insomma gente che fa i bagagli e se ne torna a casa e altra che non vede l’ora di iniziare le proprie vacanze. Potrebbe essere un giorno come un altro e invece…tutto il personale, indossando rigorosamente la divisa del lunedi (pantaloncini bianchi e maglietta celeste), si riunisce all’ingresso principale e sapete per fare cosa? Per salutare in modo speciale gli ospiti che partono, ma soprattutto quelli che arrivano.
Ci mettiamo tutti in fila, formando una specie di semicerchio, proprio davanti al cancello d’entrata aspettando l’arrivo o la partenza dei pullman pieni di persone, dirette o provenienti dalla stazione o dall’aereoporto. Appena avvistiamo i pullman, iniziamo il pietoso spettacolino… (che purtroppo piace molto a tutti i clienti)…sorridiamo e salutiamo con la mano, tenendo il braccio teso verso alto, per poi cominciare subito dopo a battere le mani a tempo tutti insieme. (Guardando bene si possono notare anche: sbadigli, sbuffi, commenti particolari e a mezza bocca…ecc, ma mi raccomando fate finta di nulla).

Ci rendiamo conto della stupidità di questi gesti? Siamo costretti ad alzarci ogni lunedi all’alba per far credere agli ospiti che non vedevamo l’ora che arrivassero (detto alla romana: ma de che?!!). E la cosa meravigliosa è che questa performance va avanti tutto il giorno ad intervalli di poche ore…insomma ogni due ore saremo tutti all’entrata con gli occhi assonnati, ma con una gran voglia di fare ciao ciao con la manina!

Forse è meglio andare a fare la nanna…prima che la sveglia cominci con il suo drin drin assordante. Buonanotte








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