Che Banca!

17 06 2008

Leggendo il titolo chissà quale post figo vi aspettate e invece…vi segnalo solo un’altra job opportunity, che però a qualcuno di voi interesserà.

Su iniziativa di Mediobanca, il salotto buono della nostra finanza, si stanno moltiplicando gli sportelli che alzano l’insegna Che Banca!
In pochi mesi, grazie anche ad una promozione accattivante, il nuovo istituto ha già conquistato importanti posizioni e con l’apertura di altre sedi sono già in calendario nuove selezioni: i settori interessati sono l’amministrativo, il commerciale e il marketing. Per chi volesse candidarsi, c’è la sezione lavora con noi.

Su questa sezione però ho un piccolo appunto da fare: cercano personale e non creano neanche un form online per inviare il proprio CV. Si può spedire, infatti, solo una mail…mmm…o non hanno tanto fiducia in loro stessi, per cui sono convinti che i candidati saranno molto pochi, oppure è il solito modo per far credere che daranno opportunità di lavoro a chiunque…insomma quale probabilità c’è che leggano, analizzino e soprattutto rispondano a tutte le mail che arriveranno a quell’indirizzo di posta elettronica? (Ok se sono solo tre o quattro è facile, ma con i tempi che corrono…chi non tenta la fortuna inviando il Curriculum?!).

Ps: Almeno a MedioBanca hanno le idee più chiare su chi cercano.





Bella consolazione dopo tanti anni di studio

12 05 2008

Leggo questo e penso: “Hanno impiegato tanto tempo per arrivare ad una conclusione così evidente…non facevano prima a leggere il mio post dell’anno scorso“?!

E’ triste ammetterlo, ma osservando la realtà italiana, sono sempre più convinta che la laurea non paga. Si dedicano tanti anni allo studio, all’università, alla formazione e alla fine ci si rendi conto che quel maledetto pezzo di carta non cambierà la vita. Tante nozioni, tanta cultura, decine e decini di libri studiati, ma anche parecchi euro spesi nella speranza che fosse un buon investimento e il risultato è abbastanza deludente. Forse hanno ragione alcuni amici (non laureati ma già lavoratori) che mi ripetono spesso: “Ma chi te lo fa fare di studiare così tanto!”.


Fonte

Un’indagine dice che i figli faranno lo stesso lavoro dei genitori, però non mi sembra una bella notizia per tutti: certo il figlio di un bravo avvocato o di un noto imprenditore farà i salti di gioia (dopo la laurea ha la strada spianata), ma come la mettiamo con il figlio laureato di un semplice operaio?

Ps: la situazione per i laureati italiani è complicata, ma non oso immaginare quella di chi va con lentezza! ;)





E’ il 1° maggio anche per gli stagisti

1 05 2008

Oggi non è solo la Festa loro…io la proclamo anche la festa di noi stagisti, siete d’accordo? ;)

Io non sarò qui, mi concendo una bella giornata di mare e voi?

Buon primo maggio a tutti!





La community degli stagisti

25 04 2008

Navigando, navigando ho scoperto una cosina niente male: una nuova piattaforma dove cercare informazioni utili per aumentare le possibilita’ di trasformare uno stage in un lavoro (mah…la speranza è sempre l’ultima a morire!). Stage Advisor è una sorta di community di stagisti. Ognuno può raccontare le proprie esperienze, dare dei suggerimenti in merito alla professione-stager o semplicemente cercare news e idee per fare una scelta importante.

Io mi sono iscritta…tranquilli non perchè sono in cerca di un altro stage (sono staka, ma non esageriamo!), penso solo che sia un buon modo per condividere esperienze e per raccogliere news su alcune aziende di nostro interesse. L’unico particolare è che, come al solito, le offerte e le occasioni migliori arrivano dal Nord. Mi chiedo se sono loro ad essere avanti o se siamo noi a rimanere indietro?!

Ps: Vi auguro un buon 25 Aprile e faccio i miei migliori auguri di Buon Compleanno a Slow Motion (almeno sarà contento!)





Toh…Mediaset li cerca proprio ora!

11 04 2008

Come ogni settimana, ecco il mio post sulle offerte di lavoro per tutti quelli che ne sono alla ricerca. Questa volta, però, oltre al link dell’annuncio in questione e del form per inserire il CV, non posso esimermi dall’aggiungere qualche piccola considerazione personale.
Quando ho letto: Mediaset cerca 50 laureati, ho pensato 2 cose:

  • La prima è che, nonostante io parta dal presupposto che lavorare in codesta azienda rappresenti una gran bella occasione da cogliere al volo (almeno per me), sono convinta che non ci sia una reale possibilità per tutti i comuni mortali (servono le giuste “conoscenze“, no?).
  • La seconda è: “Toh…Mediaset li cerca proprio ora che siamo in periodo di elezioni, sarà una coicidenza“.




  • Anche oltre i 40!

    31 03 2008

    Questo blog è nato con l’idea di mettere in risalto le difficoltà che, noi giovani, dobbiamo affrontare per entrare nel mondo del lavoro, ma a questo punto credo sia giusto dare un pò di spazio anche ad un altro dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese e che forse troppo spesso viene ignorato: la disoccupazione di chi ha superato i 40 anni di età.

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    ATDAL è un’associazione che si adopera a vari livelli, per trovare soluzioni agli urgenti bisogni dei lavoratori disoccupati, per sollevare il problema e difendere gli interessi di chi oggi perde o rischia di perdere il posto di lavoro a 40-50 anni, senza possibilità di trovare un’altra occupazione, senza contributi sufficienti per la pensione e aggiungerei…con la disperazione nel cuore sapendo di dover mandare avanti una famiglia con queste condizioni.

    Si tratta del problema, figlio della piaga della precarietà, causato da una sistematica e diffusa discriminazione messa in atto dalla consuetudine di apporre un limite di età nelle offerte di lavoro, applicando così un freddo ed inesorabile filtro discriminante. Senza considerare l’esistenza di una legge che vieta la discriminazione per età (D.L. 9 luglio 2003 n. 216).
    Pur comprendendo la necessità degli imprenditori a cercare ogni mezzo per ridurre i costi del lavoro (un over 40 costa più di un giovane), resta il fatto che chi non trova più lavoro e non ha ancora diritto alla pensione, si vede negato uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro. E non servono certo i tanti corsi di riqualificazione per risolvere il problema, perchè sino a quando sarà sconveniente assumere un “anziano”, qualsiasi sia il lavoro svolto o la professionalità acquisita, il problema non potrà certo vedere soluzione (senza contare l’annientamento psicologico di chi vede azzerate tutte le esperienze lavorative e la professionalità acquisita negli anni e che induce molti a seguire le orme dell’ottava vittima della Thyssen).

    Questa situazione si aggrava ogni giorno che passa: mentre noi giovani cerchiamo di farci strada e di adeguarci forzatamente alle richieste di questo strano mercato del lavoro, gli over 40 tremano al pensiero di perdere il posto per sempre e gridano: “Siamo ancora vivi! Per favore, non seppelliteci!”.

    Basta, direi che non si può più andare avanti così, l’Italia deve cambiare e deve farlo in fretta!





    Al cinema: il call center dei precari

    28 03 2008

    Tutta la vita davanti

    Tutta la vita davanti è una commedia grottesca, a tratti surreale, che racconta il difficile inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: le loro ansie, le piccole aspirazioni, i problemi quotidiani, la speranza di un futuro migliore. Il tutto condito con la straordinaria ironia di un autore capace di trasformare un tema di attualità in una grande vicenda universale. Dall’intervista, da alcune foto della gallery, ma soprattutto dal cast d’eccezione credo proprio che sarà un successo.

    Non ho mai lavorato in un call center, ma sono davvero curiosa di andare a vedere questo film (assolutamente attuale). Speriamo solo di riuscirci e di non fare come tutte le altre volte, quando puntualmente scopro che il film che voglio vedere non lo proiettano più in nessuna sala. :( Come avrete capito non sono un’assidua frequentatrice di cinema, ma questa volta m’impegnerò…in fondo il film esce stasera.





    Flessibili o Precari? Sottili differenze

    13 03 2008

    Da qualche anno, la flessibilità del lavoro è al centro di molti dibattiti economici e politici, nonché oggetto di regolamentazione, sia legislativa sia tra le parti sociali. Viene universalmente percepita come soluzione indispensabile per mantenere una posizione competitiva delle imprese nel panorama mondiale.
    A partire dagli anni ’80, in Italia, c’è stato uno sviluppo parallelo di due grandi aree. Da una parte ha continuato a crescere il mercato del lavoro cosiddetto “standard”, caratterizzato dalla compresenza di tre dimensioni classiche:

  • forma di lavoro dipendente
  • orario full time
  • contratto a tempo indeterminato
  • Dall’altra si sono affacciate condizioni occupazionali nuove, che si distinguevano dal lavoro standard anche solo per un unico aspetto:

  • l’orario parziale
  • la temporaneità del rapporto contrattuale
  • Si è cominciato quindi ad usare per questo universo lavorativo nuovo il termine di “atipico”, per sottolineare una condizione di negazione di alcune dimensioni, la diversità rispetto a una supposta condizione di “normalità”.
    Le forme di flessibilità più utilizzate sono il part-time, le collaborazioni parasudordinate e i contratti a tempo determinato. I dati Istat dicono che la flessibilità interessa circa il 14% degli occupati in Italia. Una percentuale in linea con gli altri Paesi europei, ma che viene percepita in Italia con maggiore apprensione a causa del mancato adeguamento del sistema delle tutele, previste ancora a misura di lavoratori standard.

    A questo punto credo sia fondamentale fare una distinzione, Leggi il seguito di questo post »





    Sicurezza sul lavoro anche per i precari

    10 03 2008

    Gli incidenti sul lavoro sono tanti e sempre in aumento. E non è da sottovalutare che c’è un’alta percentuale rosa.

    Insomma, dopo gli ultimi fatti era ora che arrivassimo a questo.





    ENI cerca risorse umane

    20 02 2008

    ENI è un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attività di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale.
    In questo periodo, l’azienda è alla ricerca di laureati da inserire in alcuni settori con maggior richiesta nel nord Italia. Per avere ulteriori informazioni o conoscere i requisiti richiesti, si può consultare la sezione Lavora con noi oppure ci si può collegare al sito specifico, creato appositamente per offrire e gestire orietamento, selezione e formazione. Ovviamente per candidarsi è necessario compilare il form online del curriculum.

    Sul sito, nella presentazione dell’ente ho letto:
    Tutti gli uomini e le donne di Eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza ed attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità. “.
    Una politica aziendale sicuramente molto apprezzabile, ma forse un pochino difficile da rispettare…sarà per questo che noi siamo rimasti un pò delusi dalla loro mancata disponibilità ad un’intervista sulla valorizzazione delle risorse umane!





    Radio Pop Roma ha una stagista 2.0

    4 02 2008

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    Non ho detto nulla finora perchè aspettavo che si muovessero i primi passi, ma credo proprio sia giunto il momento di raccontarvi una novità importante che mi riguarda. Grazie ai buoni propositi di Antonio, c’è un nuovo stage per la sottoscritta! ;) Diciamo che sono ufficialmente la Stagista 2.0 di Radio Popolare Roma, la giovane creatura radiofonica nata dall’emittente di Milano.

    L’obiettivo del mio stage è quello di verificare (e perchè no…in seguito collaudare) l’interazione degli strumenti del web 2.0 nell’ambito delle attività editoriali di un’emittente radiofonica indipendente e molto “partecipata”. Ad esempio, utilizzando twitter (che ha già preso il via) oppure creando i blog delle singole trasmissioni, per avvicinarsi piano piano al mondo dei social network. Le idee sono tante e la cosa più saggia, secondo me, è salire un gradino alla volta: solo così si può arrivare in alto. Comunque sono sicura che leggendo qui, capirete meglio le finalità.

    Ps: Ovviamente vi terrò aggiornati sui progressi e su questa mia nuova esperienza!





    Porno-Studenti per pagarsi l’Università

    9 01 2008

    La notizia non mi sconvolge, sapevo che prima o poi sarebbe dovuto venir fuori: impossibile far finta che questo non stia accadendo (e anche da un bel pò di tempo!).
    Ricordo l’anno scorso una conversazione con un mio caro amico. Un giorno arriva tutto soddisfatto e mi dice: “Finalmente ho trovato il modo per fare un pò di soldi, senza faticare tanto, ma facendo quello che ogni uomo desidererebbe!“. La battuta mi è venuta spontanea e scherzando gli ho detto: “Cominci a fare il prostituto?” convinta di essere fuori strada e invece… Il nuovo signor Gigolò mi ha dato tutti i dettagli della sua nuova attività: prezzi, modalità, limiti (accetta solo donne con meno di sessant’anni e qualora volesse è anche libero di rifiutare certe richieste, ma… è un uomo e dubito che possa dire di no se una donna lo vuole!).

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    A un anno dall’inchiesta sulle porno studentesse, una nuova indagine di Studenti Magazine torna a scandagliare il mondo della prostituzione nelle università, scoprendo che quanto vale per le studentesse vale anche per i colleghi di sesso maschile. Sarebbe infatti firmato da universitari 1 annuncio su 4 di quelli che si trovano sui siti di “incontri privati”, nei quali in sostanza si offrono prestazioni sessuali in cambio di denaro. Varie le tariffe: dai 50€ per le prestazioni omosessuali ai 150€ per i gigolò etero e (udite udite) per farsi “accompagnare” per un intero weekend da uno studente atletico e colto si possono sborsare anche 1.000€ per la gioia delle signore benestanti che possono permettersi di soddisfare i loro capricci!
    Sarebbe interessante analizzare l’aspetto psicologico di questa situazione ed intrigante potrebbe essere leggere questo.
    Insomma, non ci sono solo le streap-blogger, ma anche i gigolò in doppiopetto (mi sembra giusto che si rispetti una sorta di par condicio!) ;)

    NB: Tutto questo per una buona causa: garantirsi una laurea e sperare in un futuro lavorativo soddisfacente.