Caro Presidente, sono incita ma abortirò!

30 04 2008

Noi, protagonisti di questa generazione, viviamo sul filo del rasoio.
Con coraggio e preoccupazione andiamo avanti, cercando di tenere sempre alta la testa, malgrado ci manchino le risorse. Non c’è nessuna guerra nel nostro Paese eppure, proprio noi giovani, ad ogni angolo e in ogni momento dobbiamo imbatterci in sacrifici, delusioni, umiliazioni e rinunce. Nessuna certezza, nessuna sicurezza sul nostro futuro…solo un presente un pò traballante che spinge alcuni di noi a gesti estremi, con la speranza però nel cuore che qualcuno li ascolti e li aiuti.

Io sono cristiana cattolica, ma non condivido l’idea di essere a priori contraria all’aborto. Per carità, adoro i bambini ed ucciderli ancora prima di metterli al mondo è un gesto terribile, ma penso che ci siano dei casi in cui diventa una scelta inevitabile: ad esempio quando si è subito uno stupro o quando ci sono gravi malformazioni. Insomma, è fondamentale considerare che ci sono delle eccezioni!

E di questi tempi c’è da riflettere su una brutta verità: un figlio è un lusso che non possiamo permetterci!

Fonte





Anche oltre i 40!

31 03 2008

Questo blog è nato con l’idea di mettere in risalto le difficoltà che, noi giovani, dobbiamo affrontare per entrare nel mondo del lavoro, ma a questo punto credo sia giusto dare un pò di spazio anche ad un altro dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese e che forse troppo spesso viene ignorato: la disoccupazione di chi ha superato i 40 anni di età.

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ATDAL è un’associazione che si adopera a vari livelli, per trovare soluzioni agli urgenti bisogni dei lavoratori disoccupati, per sollevare il problema e difendere gli interessi di chi oggi perde o rischia di perdere il posto di lavoro a 40-50 anni, senza possibilità di trovare un’altra occupazione, senza contributi sufficienti per la pensione e aggiungerei…con la disperazione nel cuore sapendo di dover mandare avanti una famiglia con queste condizioni.

Si tratta del problema, figlio della piaga della precarietà, causato da una sistematica e diffusa discriminazione messa in atto dalla consuetudine di apporre un limite di età nelle offerte di lavoro, applicando così un freddo ed inesorabile filtro discriminante. Senza considerare l’esistenza di una legge che vieta la discriminazione per età (D.L. 9 luglio 2003 n. 216).
Pur comprendendo la necessità degli imprenditori a cercare ogni mezzo per ridurre i costi del lavoro (un over 40 costa più di un giovane), resta il fatto che chi non trova più lavoro e non ha ancora diritto alla pensione, si vede negato uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro. E non servono certo i tanti corsi di riqualificazione per risolvere il problema, perchè sino a quando sarà sconveniente assumere un “anziano”, qualsiasi sia il lavoro svolto o la professionalità acquisita, il problema non potrà certo vedere soluzione (senza contare l’annientamento psicologico di chi vede azzerate tutte le esperienze lavorative e la professionalità acquisita negli anni e che induce molti a seguire le orme dell’ottava vittima della Thyssen).

Questa situazione si aggrava ogni giorno che passa: mentre noi giovani cerchiamo di farci strada e di adeguarci forzatamente alle richieste di questo strano mercato del lavoro, gli over 40 tremano al pensiero di perdere il posto per sempre e gridano: “Siamo ancora vivi! Per favore, non seppelliteci!”.

Basta, direi che non si può più andare avanti così, l’Italia deve cambiare e deve farlo in fretta!





Sei una precaria? Sposa il figlio di Berlusconi

14 03 2008

Wow…il Cavaliere elargisce a tutte le precarie un saggio consiglio. “Io, da padre - dice sorridendo ad una studentessa - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere (…)“.
Una battuta davvero divertente, peccato che non faccia ridere le migliaia di precarie che si trovano ogni giorno a dover lottare contro l’incertezza del proprio futuro e che avrebbero solo voglia di dedicargli una bella canzoncina. L’ironia va bene perchè molto spesso aiuta a sdrammatizzare situazioni delicate, ma una frase del genere forse dimostra un pizzico di menefreghismo nei confronti dei problemi della “gente normale“. E in periodo di elezioni, non credo sia stata proprio una mossa vincente! (o forse si, dipende dai punti di vista).
Invece di trovare soluzioni concrete, di dare risposte sensate, si diverte a mettere il dito nella piaga, perchè tanto sa che il gioco lo conducono sempre i ricchi.
Io quando ero piccola dicevo sempre che avrei sposato il Principino William d’Inghilterra e che la mia vita sarebbe stata piena di lussi, che avrei lavorato solo per una mia soddisfazione personale senza dare importanza al lato economico, ma poi crescendo ho dovuto fare i conti con la realtà, perchè tanto quel Principino, come parecchi altri milionari non sarebbero mai stati nella mia vita.
Ok, mai direi mai ;) ma nel frattempo cerchiamo soluzioni vere, concrete, fattibili!





Gnocca, ma non solo

6 03 2008

Condivido il discorso sulla precarietà, ma non sono assolutamente d’accordo sulle gnocche incompetenti: insomma non tutte le stagiste-stafighe hanno lo stesso atteggiamento!

E’ vero la bellezza in parte aiuta, ma poi si deve essere abbastanza intelligenti, preparate ed intraprendenti da saper dimostare che oltre l’apparenza c’è qualcosa che vale molto di più, altrimenti si rischia di rimanere sempre la solita bambolina che gli uomini guardano con interesse, ma che mai nessuno prenderà davvero in considerazione, perchè come dire…è bella, ma non balla!

Comunque non si può generalizzare. Tra le belle ragazze ci sono sia quelle competenti e sagaci che sanno farsi valere, sia quelle un pò ochette che mostrano il loro corpo sentendosi stimate solo quando hanno uomini intorno che sbavano al loro passaggio.
(Ahhh gli uomini!) ;)





Precarietà e tacchi a spillo

12 02 2008

Non mi è mai piaciuto scendere a compromessi, ma sono consapevole che a volte qualche piccolo compromesso è necessario accettarlo, diciamo…in vista del raggiungimento del vero obiettivo. Però, a tutto c’è un limite, no?
Anche se spesso l’apparenza inganna! ;)





Notte di sesso in cambio di un lavoro

7 12 2007

Serena, 32 anni di Roma, come molti di noi è una precaria a vita. Lavora a singhiozzo e non sempre può contare su uno stipendio, così stanca e disperata per l’ennesimo contratto a termine, nel settembre del 2006 ha aperto il blog di una trentenne disperata e il suo primo scottante post ha ricevuto più di 3300 commenti.
La sua è stata un’affermazione forse un pò forte, che sinceramente non credo avrebbe mai portato a compimento (insomma, non ne valeva pena!), però si merita i miei complimenti più sentiti per l’ottima provocazione. Siamo precari e siamo tanti, ma soprattutto non riusciamo ad uscire da questo vortice che ci risucchia. Nessuno ci dà la giusta visibilità e chi parla della precarietà lo fa solo perchè diretto interessato e questo non è giusto…il problema non è di tutta la società?! E pensare che c’è anche chi si permette di dire che la precarietà non esiste!

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Serena della sua esperienza di vita e di blogger ne ha scritto un libro, dal titolo: “Mi vendo”, una storia che potrebbe essere simile per molte di noi.

Brava Serena, io sono con te! ;)





Amore o lavoro: scelta obbligata?

9 11 2007

Eccomi di nuovo a voi, dopo l’assenza di qualche giorno. Mi dispiace non aver scritto nessun post, tralasciando l’aggiornamento del blog, ma è colpa dell’esame di statistica che ha consumato tutte le mie energie. ;)
Proprio questa mattina, pensavo a come il lavoro e lo studio occupino quasi tutto il mio tempo. Tra l’università, la radio e la pizzeria non mi rimane molto spazio da dedicare al divertimento, nè ai miei hobbies nè tanto meno al dolce far niente. Il tempo corre via veloce senza mai fermarsi…sto trascurando anche l’Amore, quella piccola, dolce e tenera creatura così maledettamente complicata da gestire!
Parecchi sacrifici si, ma ho scelto io questa strada e quindi almeno per ora non intendo tirarmi indietro, anche se è dura…molto dura.

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Fin da quando ero bambina, il mio sogno è sempre stato quello di diventare: una super manager-mamma-moglie, cioè fare carriera arrivando ad occupare un posto di responsabilità in un ambito lavorativo che mi piace ed avere una splendida famiglia con cui condividere gioie e dolori della vita. Le persone intorno a me, però mi hanno sempre detto: “Non si può avere tutto, alla fine dovrai scegliere: o il lavoro o la famiglia“. Mi sono sempre rifiutata di credere che ciò fosse vero, pensando che potessero bastare impegno e dedizione per raggiungere qualsiasi obiettivo, ma ora comincio in parte a ricredermi. Se a 26 anni è già così difficile coordinare e tenere le redini di tutte queste attività, come farò quando mi sposerò e quando avrò dei figli da crescere?
Possibile che non ci sia via d’uscita? Mi chiedo se davvero sia una scelta inevitabile (che come al solito riguarda sempre più - o forse meglio dire quasi esclusivamente - le donne che gli uomini!).





Come puoi vedere sto lavorando

19 07 2007

Basta un pc portatile, una webcam (e magari anche un pizzico di furbizia) ed il gioco è fatto! Tutti vorremmo lavorare così…