Io ti dò il sangue, tu che mi dai?

28 04 2008

Ieri, oltre al mio dovere di cittadina (speriamo bene, purtroppo temo la doppia mazzata!), ho fatto anche la mia opera buona: sono andata a donare il sangue, perchè da qualche anno sono diventata donatrice. Quando io ne ho avuto bisogno, parenti e amici si sono sottoposti volentieri, ma non è semplice trovare donatori sani e compatibili. Sono d’accordo con l’AVIS: Il sangue è vita. A me fa piacere, nel mio piccolo, poter contribuire a salvare o a far star meglio una persona.

Ero in fila, in attesa del mio turno e ad un certo punto è entrato un mio amico, che non vedevo da un pò di tempo, mi si avvicina e mi dice: “Senti scusa, ma quanto ti pagano se dai mezzo litro?”, io lo guardo e seria gli rispondo: “una crostatina con la marmellata e un succo di frutta” .
Ci siamo messi tutti e due a ridere, ma in alcuni casi c’è davvero poco da scherzare!





Anche oltre i 40!

31 03 2008

Questo blog è nato con l’idea di mettere in risalto le difficoltà che, noi giovani, dobbiamo affrontare per entrare nel mondo del lavoro, ma a questo punto credo sia giusto dare un pò di spazio anche ad un altro dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese e che forse troppo spesso viene ignorato: la disoccupazione di chi ha superato i 40 anni di età.

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ATDAL è un’associazione che si adopera a vari livelli, per trovare soluzioni agli urgenti bisogni dei lavoratori disoccupati, per sollevare il problema e difendere gli interessi di chi oggi perde o rischia di perdere il posto di lavoro a 40-50 anni, senza possibilità di trovare un’altra occupazione, senza contributi sufficienti per la pensione e aggiungerei…con la disperazione nel cuore sapendo di dover mandare avanti una famiglia con queste condizioni.

Si tratta del problema, figlio della piaga della precarietà, causato da una sistematica e diffusa discriminazione messa in atto dalla consuetudine di apporre un limite di età nelle offerte di lavoro, applicando così un freddo ed inesorabile filtro discriminante. Senza considerare l’esistenza di una legge che vieta la discriminazione per età (D.L. 9 luglio 2003 n. 216).
Pur comprendendo la necessità degli imprenditori a cercare ogni mezzo per ridurre i costi del lavoro (un over 40 costa più di un giovane), resta il fatto che chi non trova più lavoro e non ha ancora diritto alla pensione, si vede negato uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro. E non servono certo i tanti corsi di riqualificazione per risolvere il problema, perchè sino a quando sarà sconveniente assumere un “anziano”, qualsiasi sia il lavoro svolto o la professionalità acquisita, il problema non potrà certo vedere soluzione (senza contare l’annientamento psicologico di chi vede azzerate tutte le esperienze lavorative e la professionalità acquisita negli anni e che induce molti a seguire le orme dell’ottava vittima della Thyssen).

Questa situazione si aggrava ogni giorno che passa: mentre noi giovani cerchiamo di farci strada e di adeguarci forzatamente alle richieste di questo strano mercato del lavoro, gli over 40 tremano al pensiero di perdere il posto per sempre e gridano: “Siamo ancora vivi! Per favore, non seppelliteci!”.

Basta, direi che non si può più andare avanti così, l’Italia deve cambiare e deve farlo in fretta!