Nuda in foto per 5 euro
29 06 2008Non ho parole…già a dodici anni tenta di far soldi! ![]()
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Tag: Articoli, Giovani, Scandali
Categorie : Articoli, Attenzione a..., Attualità, Giovani
Non ho parole…già a dodici anni tenta di far soldi! ![]()
Oggi ci sarà il processo per direttissima dopo gli scontri di ieri all’ Università Sapienza di Roma. Secondo Alemanno sono false le voci di un clima di violenza ed intolleranza diffuso nella capitale. Mah…io non commento…sono i fatti a parlare! (Qualcuno vorrebbe addirittura un massacro).
Convinzioni a parte (sono già abbastanza chiare le mie tendenze), condanno la squallida rissa (e non sono l’unica) perchè non approvo l’estremismo nè a destra nè a sinistra.
Non ha senso e soprattutto non porta mai a risultati costruttivi, anzi…
In questo momento sono all’Università per frequentare una lezione, ma non resisto: devo raccontarvi quello che mi è appena successo. Avevo sete e ho deciso di andare a prendere una bottiglietta di thè al distributore.
L’avessi mai fatto! Leggi il seguito di questo post »
Noi, protagonisti di questa generazione, viviamo sul filo del rasoio.
Con coraggio e preoccupazione andiamo avanti, cercando di tenere sempre alta la testa, malgrado ci manchino le risorse. Non c’è nessuna guerra nel nostro Paese eppure, proprio noi giovani, ad ogni angolo e in ogni momento dobbiamo imbatterci in sacrifici, delusioni, umiliazioni e rinunce. Nessuna certezza, nessuna sicurezza sul nostro futuro…solo un presente un pò traballante che spinge alcuni di noi a gesti estremi, con la speranza però nel cuore che qualcuno li ascolti e li aiuti.
Io sono cristiana cattolica, ma non condivido l’idea di essere a priori contraria all’aborto. Per carità, adoro i bambini ed ucciderli ancora prima di metterli al mondo è un gesto terribile, ma penso che ci siano dei casi in cui diventa una scelta inevitabile: ad esempio quando si è subito uno stupro o quando ci sono gravi malformazioni. Insomma, è fondamentale considerare che ci sono delle eccezioni!
E di questi tempi c’è da riflettere su una brutta verità: un figlio è un lusso che non possiamo permetterci!
Ieri, oltre al mio dovere di cittadina (speriamo bene, purtroppo temo la doppia mazzata!), ho fatto anche la mia opera buona: sono andata a donare il sangue, perchè da qualche anno sono diventata donatrice. Quando io ne ho avuto bisogno, parenti e amici si sono sottoposti volentieri, ma non è semplice trovare donatori sani e compatibili. Sono d’accordo con l’AVIS: Il sangue è vita. A me fa piacere, nel mio piccolo, poter contribuire a salvare o a far star meglio una persona.
Ero in fila, in attesa del mio turno e ad un certo punto è entrato un mio amico, che non vedevo da un pò di tempo, mi si avvicina e mi dice: “Senti scusa, ma quanto ti pagano se dai mezzo litro?”, io lo guardo e seria gli rispondo: “una crostatina con la marmellata e un succo di frutta” .
Ci siamo messi tutti e due a ridere, ma in alcuni casi c’è davvero poco da scherzare!
Questo blog è nato con l’idea di mettere in risalto le difficoltà che, noi giovani, dobbiamo affrontare per entrare nel mondo del lavoro, ma a questo punto credo sia giusto dare un pò di spazio anche ad un altro dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese e che forse troppo spesso viene ignorato: la disoccupazione di chi ha superato i 40 anni di età.
ATDAL è un’associazione che si adopera a vari livelli, per trovare soluzioni agli urgenti bisogni dei lavoratori disoccupati, per sollevare il problema e difendere gli interessi di chi oggi perde o rischia di perdere il posto di lavoro a 40-50 anni, senza possibilità di trovare un’altra occupazione, senza contributi sufficienti per la pensione e aggiungerei…con la disperazione nel cuore sapendo di dover mandare avanti una famiglia con queste condizioni.
Si tratta del problema, figlio della piaga della precarietà, causato da una sistematica e diffusa discriminazione messa in atto dalla consuetudine di apporre un limite di età nelle offerte di lavoro, applicando così un freddo ed inesorabile filtro discriminante. Senza considerare l’esistenza di una legge che vieta la discriminazione per età (D.L. 9 luglio 2003 n. 216).
Pur comprendendo la necessità degli imprenditori a cercare ogni mezzo per ridurre i costi del lavoro (un over 40 costa più di un giovane), resta il fatto che chi non trova più lavoro e non ha ancora diritto alla pensione, si vede negato uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro. E non servono certo i tanti corsi di riqualificazione per risolvere il problema, perchè sino a quando sarà sconveniente assumere un “anziano”, qualsiasi sia il lavoro svolto o la professionalità acquisita, il problema non potrà certo vedere soluzione (senza contare l’annientamento psicologico di chi vede azzerate tutte le esperienze lavorative e la professionalità acquisita negli anni e che induce molti a seguire le orme dell’ottava vittima della Thyssen).
Questa situazione si aggrava ogni giorno che passa: mentre noi giovani cerchiamo di farci strada e di adeguarci forzatamente alle richieste di questo strano mercato del lavoro, gli over 40 tremano al pensiero di perdere il posto per sempre e gridano: “Siamo ancora vivi! Per favore, non seppelliteci!”.
Basta, direi che non si può più andare avanti così, l’Italia deve cambiare e deve farlo in fretta!
Anche a me, tre anni fa, è successo questo e anch’io sono rimasta allibita. Mi è sembrato da subito molto strano ricevere una telefonata di quel genere. Invii decine e decine di curricula e nessuno ti risponde, poi improvvisamente ti chiamano addirittura a casa per dirti che hanno un lavoro per te. Naaaa…dov’è la fregatura?
Mi ricordo, però, che sono andata al colloquio, non con la speranza di avere un lavoro (come direbbe un romano doc: se capiva lontano un chilometro che era ‘na sola! ), ma con la curiosità di sapere di quale azienda si trattasse e soprattutto chi avesse dato loro il mio numero.
Il primo nome l’ho scoperto sulla targhetta affissa alla porta dell’ufficio, il secondo è ancora oggi un mistero.
Comunque quel giorno, appena arrivata, ho visto una trentina di persone di età diverse sedute in una piccola sala di attesa, tutte propense a compilare uno modulo prestampato. Poteva anche sembrare una selezione seria, ma quello che mi ha colpito è che nessuna di quelle persone sapeva realmente per quale lavoro si stava candidando. Mi sono avvicinata alla ragazza che mi aveva accolto all’entrata e le ho chiesto spiagazioni. Mi ha risposto che non poteva dirmi nulla e che avrei avuto maggiori informazioni durante il colloquio con i responsabili.
Non avevo intenzione di aspettare il turno di tutte quelle persone per poi sapere che avevo la possibilità di lavorare come venditore porta a porta di un banale elettrodomestico (con tutto il rispetto per questo genere di venditori) e così me ne sono andata senza pentimenti o ripensamenti.
Parlano di affidabilità e poi ricorrono a certi trucchetti per attirare gente ed amplire il loro giro d’affari. Non è più semplice e corretto dire: “Stiamo cercando venditori, saresti interessato a fare un colloquio?“
Insomma, a parer mio, si eviterebbe una notevole perdita di tempo sia nostra che loro!
Non resisto, mi dispiace ma proprio non ce la faccio…devo fare chiarezza e sistemare un paio di cose:
Numero 1 Leggi il seguito di questo post »
L’Italia è un paese che, forse più di altri, si trova ogni giorno a dover affrontare la profonda insoddisfazione della maggior parte dei suoi cittadini, legata a: burocrazia, tasse, disoccupazione (non per loro, però!), immigrazione clandestina e tanti altri problemi che noi conosciamo bene. Non ultimo c’è il precariato, che sembrerebbe anche causare danni alla salute.
Per i giovani under 30, come me, è difficile il passaggio dalla precarietà al lavoro stabile. Insomma, potremmo anche essere bamboccioni si, ma non per scelta. Inutile negarlo, la situazione è abbastanza critica e il mondo continua a sprecare le speranze dei giovani.
C’è chi è in attesa di cambiamenti, ma siamo sicuri che arriveranno? E se si, quando?
Qualche giorno fa ho pubblicato questo tranquillissimo post e non avrei mai immaginato che potesse suscitare il fastidio di qualcuno. La mia intenzione voleva essere quella di informare, chi fosse interessato, dello svolgimento del corso di visual merchandising. Insomma, nessuna polemica, nessuna pubblicità negativa, solo mie personalissime riflessioni (e pure positive!). Se vengo provocata, però…non posso far a meno di reagire. Ma andiamo con ordine.
Una delle organizzatrici mi ha lasciato un commento, con l’obiettivo di precisare alcune cose che, secondo lei, io avevo trascurato. Ho accettato con piacere queste puntualizzazioni, aggiungendo anche un pensiero che avevo in testa e cioè che fondamentalmente “il concetto non cambiava“. Non credo di aver detto nulla di particolare, a parte la verità ovviamente! Ed è qui che la signora, come avrete letto, si è risentita, rispondendomi con tono leggermente presuntuoso molto umile.
Ho voluto, così, scrivere questo post per rispondere e per dire chiaramente ciò che penso:
“Cara signora,
capisco che possa aver avvertito una certa polemica nella mia risposta precedente, ma le assicuro che non è così. Ha soltanto toccato uno degli argomenti che più mi sta a cuore. Non mi permetterei mai di denigrare il vostro lavoro di organizzazione, io porto semplicemente avanti le mie convinzioni. Leggi il seguito di questo post »
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