Alcuni sono ancora fermamente convinti che il nome giusto sia flessibilità e non precarietà, ma ci sono delle sottili differenze che rendono la situazione attuale abbastanza chiara: forse ci sono meno precari, ma intrappolati e questo a me non sembra un vantaggio.
Nella P.A. vengono messi alla porta e all’Università scendono in piazza per far sentire la loro voce, quindi i precari ci sono eccome!
E’ una situazione nella quale non si vede via d’uscita. E mentre i signori al Governo pensano alla intercettazioni e gli Onorevoli cumulano indennità, l’Italia diventa sempre più povera e il popolo della terza settimana aumenta inesorabilmente.












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Certo una ricerca curata dall’università, con apporto di strutture sindacali CGIL tra le + radicali e antiche lascia davvero il tempo che trova, nel senso che:
- sarà un’ottima ricerca, ma vede le cose solo da 1 punto di vista, e questo non è mai cosa buona.
Detto questo …
Precari nella PA: non ce ne è davvero bisogno. La PA ha già 3 volte l’organico di cui necessiterebbe. Si è stimato che questo dovrà essere nei prossimi anni, per 3 persone che escono, 1 ne entra.
A questo punto stabilizzare i precari della PA, in un paese indebitato come il nostro, vorrebbe dire molte tasse in + per i lavoratori di ogni categoria e tipologia, molte tase in più per le imprese, e via dicendo.
Seguiamo invece la nuova dottrina Brunetta, e speriamo tutti che porti davvero ad una nuova PA finalmente seria e di livello.
Un saluto
Ci colpiscono certe Vision da Menti Precarie che si sviluppano soffiando sul fuoco come alle volte avviene in certi ambienti …
http://www.sdclab.uniroma1.it/stage/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=131
Persone, cioè, che pretendono dall’università un lavoro. Persone che pretendono, in generale.
La cosa peggiore da poter mostrare in un qualsiasi colloquio di lavoro – non ci chiediamo poi perchè questi ragazzi rimangono a spasso.
tutti i punti del programma Berlusconi dove sono finiti?
finora ha cercato di mettere in pratica i SUOI CAZZI!
lavoro e affini per gli italiani arriveranno mooooolto dopo..se arriveranno
Gli slogan sono poco utili … se vogliamo parlare, che sia di cose reali e concrete.
Un saluto
Gentile Amica,
I precari sono per definizione disuniti. La precarietà si manifesta attraverso una eccessiva parcellizzazione dei rapporti di lavoro spesso mal retribuiti e al contempo rende impossibile la creazione di un gruppo di soggetti che istaurano dei rapporti interpersonali significativi che possono portarli a condividere interessi e fini comuni. I luoghi di lavoro per l’uomo precario sono mete provvisorie di un lungo viaggio di ricerca verso la speranza per la conquista di un improbabile futuro. I tuoi “colleghi” sono compagni di avventura che incontri sul tuo cammino, ma dal giorno dopo della fine del tuo contratto non ricorderai più i loro nomi. Oggi dobbiamo chiederci se il precariato sia davvero un incidente di percorso della c.d flessibilità oppure sia stato intenzionalmente voluto dal ceto politico – economico del nostro paese (vedere ad esempio Finanziaria 2008 ). Credo che i giovani debbano passare dalle occasionali manifestazioni colorate e folkloristiche di piazza con slogan simpatici e generici contro il precariato a ideare strumenti nuovi e alternativi per cercare di sensibilizzare le istituzioni sulle conseguenze gravose della precarietà sulla vita individuale delle persone e sulla vita collettiva di un intera nazione.
Marco Patruno
GenerazioneP
Brutta la tua visione della vita Patruno, un po di positività non guasterebbe … probabilmente arriverebbero finalmente anche i risultati positivi insieme a questa.
Un abbraccio