Serena, 32 anni di Roma, come molti di noi è una precaria a vita. Lavora a singhiozzo e non sempre può contare su uno stipendio, così stanca e disperata per l’ennesimo contratto a termine, nel settembre del 2006 ha aperto il blog di una trentenne disperata e il suo primo scottante post ha ricevuto più di 3300 commenti.
La sua è stata un’affermazione forse un pò forte, che sinceramente non credo avrebbe mai portato a compimento (insomma, non ne valeva pena!), però si merita i miei complimenti più sentiti per l’ottima provocazione. Siamo precari e siamo tanti, ma soprattutto non riusciamo ad uscire da questo vortice che ci risucchia. Nessuno ci dà la giusta visibilità e chi parla della precarietà lo fa solo perchè diretto interessato e questo non è giusto…il problema non è di tutta la società?! E pensare che c’è anche chi si permette di dire che la precarietà non esiste!
Serena della sua esperienza di vita e di blogger ne ha scritto un libro, dal titolo: “Mi vendo”, una storia che potrebbe essere simile per molte di noi.
Brava Serena, io sono con te!












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Per il blog della nostra amica Serena, siamo di fronte all’ennesima idea per sfruttare i media a livello di mkt personale inventando provocazioni che poi, una volta arrivata in televisione, le hanno già fatto fare la figura che merita.
Serena, una nuova amica usa e getta, vittima dei media come tanti altri che sanno solo subire la loro flessibilità, invece di renderla proattiva e fonte di collocamento serio nel mondo del lavoro.
@prime: grazie del tuo ennesimo “discorsetto”, che come tutti gli altri si commenta da solo! Noto però con piacere che nonostante tutto, sei un affezionato lettore di questo blog!
@staka
ogni tanto un po di impegno sociale per migliorare la nostra società lo consideriamo un dovere morale e civico. Sembri essere il caso cronico del momento.
ho capito perfettamente.
ma soprattutto mi è tutto chiaro.
quindi, ci sono 2 mesi che ci separano ed è il tempo giusto per riflettere e capire se puo essere ssc.
ciao
Ho letto il tuo post, e le tue considerazioni in merito al blog di trentenne disperata. Perdonami! Ma volevo abbagliarti (scherzo!). Mi dispiace dirtelo ma la qualità del tuo Blog e quello della amica della “Repubblica degli Stagisti” sono di ben altro livello. Poiché date uno spaccato della realtà della condizione giovanile nel mondo del lavoro, i vostri blog hanno un contenuto e una sostanza.
E non sono un susseguirsi di inutili e forzate provocazioni che portano a nulla tranne che essere dei baracconi mediatici che vivono e muoiono al tempo di un respiro. Quindi non azzardarti a scendere ai livelli di trentenne disperata. Mi permetto solo di consigliarti di leggere il giornale Metro del 6/11/2007 a pagina 9, dove c’e una intervista dell’autrice del blog in questione.
Marco Patruno
@co: ???
@Marco Patruno: Grazie per i complimenti, mi fa davvero piacere sapere che apprezzi il mio blog. Dare uno spaccato della realtà giovanile era ed è il mio intento, quindi sono felice che il messaggio arrivi forte e chiaro!
Io non ci penso nemmeno a dare via il mio corpo. é l’unica cosa che mi appartiene, per certo, almeno quella teniamola no? Piuttosto vado a pulire per terra.
Per fortuna non tutte le donne la pensano come Federica87.
Io sono favorevole alla prostituzione, ma a quella seria, non quella della quale si parla in questo articolo.
Il mio Blog è totalmente dedicato alle mie esperienze sul campo in fatto di prostituzione e magari potreste farci un giro per capire meglio un mondo di cui spesso si parla senza nemmeno conoscerlo.
Ciao